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riassunto della pagina

Un ricco contadino rimprovera apertamente Buddha di non lavorare e di approfittare del riso altrui.

Il Beato gli risponde che anche lui lavora, ma in un modo diverso...

la coltivazione di Buddha

Nel sud del regno di Rājāgaha, viveva un bramino contadino di nome Kasi Bhāradvāja. Un giorno, questi organizzò una cerimonia di coltivazione nei campi che attorniavano Nāḷa, il suo villaggio di bramini. Come da tradizione, il bramino Bhāradvāja coltivò lui medesimo il campo, davanti alle numerose persone presenti in quel giorno di festa. Secondo quanto si credeva, il gesto propizio del bramino avrebbe sollecitato dei fruttuosi raccolti su terre. In quel momento, Buddha faceva la sua raccolta di cibo. Giunse ai bordi del campo del bramino, con la sua ciotola in mano, radiando i sei colori propri ad un buddha onnisciente. Sorpresi ed ammirati dalla purezza e dalla maestà sprigionate dal Perfetto, tutti girarono lo sguardo verso di lui, non accordando più la propria attenzione al bramino. Essendo molto orgoglioso, quest'ultimo interpellò Buddha, con irritazione:

«Hei, Gotama! Se, come faccio io, lavoraste nei campi, otterreste molta ricchezza. Non è bene mangiare il riso altrui. Nella vita monacale non vi è alcuna dignità; esiste solo il profitto. Io, per provvedere alle mie necessità, lavoro! Fate, dunque, come me; non mendicate!

— Oh, Bhāradvāja! Non chiedo mai niente a nessuno. Anche io lavoro; lavoro i campi, come voi!

— Non ho mai veduto i vostri campi, né i vostri semi, e neppure i vostri buoi.

— Io lavoro il campo sīla (della virtù); pianto i semi saddha, con l'aiuto dei buoi degli otto maggaṅga (gli otto elementi indispensabili allo sviluppo della disciplina che permette di giungere alla liberazione dal ciclo delle rinascite e, di conseguenza, della sofferenza), e del giogo pañña. Mi nutro di samatha e di vipassanā. Quindi, raccolgo i frutti di magga e di phala (nibbāna, la cessazione definitiva della sofferenza). Ecco perché, proprio come voi, io lavoro i campi.»

Molto soddisfatto per la risposta del Beato, il bramino Kasi Bhāradvāja lo ascoltò, con rispetto, esporre gli otto maggaṅga. Quando Buddha terminò, il bramino divenne sotāpana. Volle offrire della torta di riso al latte al beato, che rifiutò educatamente, spiegando che non accettava del cibo, ottenuto grazie ai suoi insegnamenti. Preso d'ammirazione per Buddha, il bramino lo invitò, comunque, a trascorrere il vassa nel suo villaggio. Fu così che il Beato dimorò, per i tre mesi del vassa, nel monastero di Dakkhinagiri, offerto dal bramino Kasi Bhāradvāja, accanto al villaggio Nāḷa.


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Origine: Opera francese

Autore: Monaco Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: Gennaio 2004

Aggiornamento: 29 settembre 2011