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riassunto della pagina

Degli asceti malevoli utilizzano una giovane donna asceta per offuscare la reputazione di Buddha e della sua comunità.

la donna asceta Sundarī

Dopo il risveglio di Buddha , la maggior parte della gente sviluppò molta ammirazione verso di lui, e cessò di averne per i titthi (adepti di credenze eretiche). Così, furono numerosi coloro che fecero dei doni al saṃgha; rari erano quelli che li offrivano ai titthi. E, poichè questi ultimi riuscivano ad ottenere con difficoltà il loro cibo e le loro diverse necessità, si riunirono:

"I nostri guadagni si sono impoveriti, da che il monaco Gotama è divenuto popolare. Bisogna che gli roviniamo la reputazione."

Nella riunione era presente un'asceta di nome Sundari, di una bellezza magnifica. Gli altri asceti pensarono che sarebbe stato profittevole, per essi, fare accusare Buddha da questa donna. Allo scopo di eseguire il piano, sollecitarono Sundari:

"Siete una femmina molto bella. Volete aiutarci ad intaccare la reputazione di Buddha, affinche noi se ne possa ottenere maggiori guadagni?

— D'accordo, farò del mio meglio per aiutarvi."

Quando Buddha abitava nel regno di Sāvatthi, nel monastero di Jetavana, le persone giungevano, numerose, ad ascoltare il suo insegnamento. La sera, dopo che il Beato lo aveva elargito, tutti rientravano a casa loro. Esattamente a quell'ora, con lo scopo di incrociare queste persone, l'asceta Sundari andò al monastero. Ed ogni sera, poichè tutti erano sorpresi di vedere una asceta avvicinarsi al monastero di Buddha, la interrogavano:

"Dove andate?

— Passo la notte con Buddha, nella sua camera."

Dopo avere detto queste parole. la giovane pazientava un pò in un boschetto, affinchè nessuno potesse vederla, e, poi, rientrava nella sua abitazione, fra i titthi. La mattina dopo, lei ritornava nelle mura del monastero e ne usciva appena la gente cominciava a circolare, sì da mostrarsi nel modo più evidente possibile. Tre giorni dopo questo episodio menzognero, i titthi pagarono un gruppo di alcoolizzati per uccidere l'asceta Sundari:

"Quando lo avrete fatto, gettatene il cadavere in un ammasso di immondizia, posto accanto al monastero del monaco Gotama."

Allorché gli alcoolizzati presero la giovane donna, la uccisero e, come da accori, la gettarono su un mucchio di spazzatura, vicino al monastero di Jetavana. I titthi finsero di non sapere dove lei si trovasse. Andarono dal re Kosala, mettendolo al corrente della sparizione dell'asceta Sundari. Il re chiese loro:

"Dove pensate che si trovi? Ne avete idea?

— Non ci sorprenderemmo che stesse nel monastero di Jetavana.

— In questo caso, fatela cercare lì.

Per non riscegliare alcun sospetto, i titthi si preoccuparono di simulare persone, che stessero cercando a lungo qualche cosa, di cui ignoravano del tutto l'ubicazione. Quando si recarono sul grande mucchio di immondizia, finsero di essere sorpresi e pieni di orrore, scoprendo il suo cadaveree. E raccontarono a tutti coloro che incontrarono:

"Affinchè nessuno potesse scoprire le cose sporche alle quali si era dedicato con questa donna, il monaco Gotamo l'ha fatta uccidere e gettare il cadavere su di un mucchio di immondizia, dai suoi discepoli!"

Essi fecero il giro della città per urlare questa menzogna a tutta la popolazione. Spaventati da queste accuse, certi monaci non seppero come gestire la situazione. Dopo averli esortati alla calma ed avere loro spiegato che non vi era alcuna ragione di essere inquieti, quando innocenti, Buddha aggiunse:

"Alle persone che vi accusano, senza fondamento, rispondete: "Coloro che mentono e coloro che negano quel che hanno fatto sono eguali, nelle loro cattive azioni, e soffriranno di conseguenza." La gente, constatando che voi restate calmi, si stancherà. Da qui a sette giorni, le accuse svaniranno."

In effetti, stupiti di vedere Buddha ed i suoi discepoli così calmi,la popolazione di Sāvatthi si ricordò che essi avevano sempre dato prova di una virtù esemplare e che non si erano mai macchiati del minimo crimine.Ognuno cessò, conseguentemente, di criticarli, persuasi che l'asceta Sundari fosse qualcun'altro.

Il re Kosala fece cremare il corpo dell'asceta Sundari. Dopo, mandò i suoi ministri ad indagare sul suo assassinio. Quando gli alcoolizzati ricevettero il denaro promesso per la loro azione sinistra, litigarono violentemente, circa la divisione, che non soddisfaceva nessuno di loro. Questa disputa scoppiò mentre uno dei ministri, incaricati dell'inchiesta, passava vicino a loro. Così, vennero smascherati. Furono, di conseguenza, arrestati e portati dal re Costretti a confessare ogni cosa, essi denunciarono i titthi peraver ordinato l'assassinio. I quali vennero tutti arrestati e solidamente incatenati. Fu fatto fare loro il giro della città, e vennero forzati a proclamare, ad alta voce, quanto segue:

"Non è stato il monaco Gotama che ha fatto uccidere l'asceta Sundari, ma noi. Buddha ed i suoi discepoli non hanno nessuna colpa. Noi soli siamo nel torto."

Quindi, vennero gettati in prigione. Dopo questo episodio, la gente cominciò a venerare Buddha più del solito. Il Beato elargì un insegnamento:

"Ci sono persone che dicono, o commettono delle cattive azioni e negano di averlo fatto. Essi rinascono all'inferno. Certuni, poi, accusano della gente, volontariamente ed a torto, di avere commesso degli errori. Anche costono rinascono all'inferno."

Dopo questo insegnamento molti divennero dei sotāpana.


info su questa pagina

Origine: Opera francese

Autore: Monaco Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: Gennaio 2004

Aggiornamento: 29 settembre 2011