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riassunto della pagina

Un monaco ci confida le sue vite passate e future, che è stato capace di vedere, grazie ad un alto livbella della propria meditazione. La sua esperienza permette di illustrare a meraviglia la grande legge di causa e di effetto ed il procedere di ognuno attraverso il ciclo senza fine delle rinascite.

Visione delle sue vite passate e future

La visione delle sue vite passate

Procedura

Daino imprigionato in gabbia

Grazie alla meditazione, tutti noi possiamo accedere alla conoscenza delle vite passate, che noi chiamiamo in pali il paṭiccasamuppāda ñāṇa. Ciò esige, tuttavia, una grande maturità, poiché questa conoscenza si può sviluppare solo sulla base degli jhāna e del contatto diretto con le cause e gli effetti, nāma rūpa pariccheda ñāṇa. Esistono altre maniere per accedere a delle informazioni sulle nostre vite passate: degli elementi di memoria spontanea, l'aiuto di mediums, ecc. Tuttavia, non ci sono che due modi di realizzare un'osservazione diretta e personale delle proprie vite, fatto che offre il vantaggio di non lasciare alcun posto al dubbio. Il primo sistema è il paṭiccasamuppāda ñāṇa, in cui le informazioni appaiono più o meno chiaramente, a seconda dei casi. Per esempio, accediamo piuttosto alle informazioni sui legami karmici, alle percezioni, agli atti ed ai modi di esistenza che a delle visioni (visive), oppure a delle informazioni tali quali dei nomi, degli esseri incontrati. Il secondo modo sono i poteri psichici (gli abhiñña), difficili da sviluppare, che permettono una veduta accresciuta delle esistenze passate e maggiori informazioni.

Per sviluppare paṭiccasamuppāda ñāṇa, una volta che il nostro samādhi ci permette di distinguere i momenti della coscienza (che appaiono milioni di volte, nel corso di un battito di ciglia), orientiamo il nostro spirito sul momento della coscienza presente, poi seguiamo il legame verso la sua causa; cioè, l'istante di coscienza precedente. Questo ci conduce alla conoscenza di quello prima, e così di seguito. Con l'allenamento, il processo si accelera, in particolar modo per i periodi già "rivisti". Così, durante la nostra meditazione possiamo giungere a rimontare sempre più lontano nel tempo.

A partire dal presente, cominciamo con il rivedere la nostra vita attuale, la nostra infanzia, la nostra nascita, la nostra gestazione; poi, appena dietro la prima coscienza della nostra attuale vita, altrimenti detta fecondazione, contattiamo l'ultima consapevolezza della vita precedente, altrimenti detta la nostra ultima morte. Questa coscienza, che viene anche chiamata la "coscienza della morte" èla più importtnate di tutte, poichè è responsabile della nostra rinascita. Sicuramente, la sua apparizione non è frutto del caso, ma quello di parecchi fattori molto complessi, dovuti al nostro karma. La coscienza di morte della nostra vita preecedente è per tutti noi piuttosto positiva, dato che abbiamo avuto la preziosa fortuna di essere rinati nel piano umano. In seguito, seguendo lo stesso processo, prendiamo conoscenza della nostra precedente esistenza, dalla sua fine sino al suo inizio; poi, giungiamo ad altre nostre vite passate.

Voi potetet visitare questo sito, una pagina dopo l'altra; ma, anche cliccare su dei link per accedere direttamente a certe informazioni. Per lo stesso principio, possiamo anche accedere a delle informazioni precise, seguendo dei legami karmici. Così, è possibile sapere quale atto, di tale vita ci dà una tipica condizione in quell'altra, senza dovere "spazzare" tutto il periodo intermedio. L'analisi delle esistenze somiglia più alla consultazione di un database, che alla visione di un video.

Il futuro

Quanto resta di ancor più interessante è la possibilità di esplorare il nostro futuro, di vedere le vite che ci attendono. In rapporto alle vite passate, quelle del futuro si effettuano secondo il processo inverso. Partiamo dalla coscienza presente; poi, orientiamo il nostro spirito verso la coscienza che risulterà da essa, e così di seguito. La conoscenza delle vite future si sviluppa in qualche modo su delle probabilità di continuiità, basate in rapporto alle condizioni attuali. Inversamente al passato, di già trascorso, il futuro (visto in anticipo) non lo si trova "gelato", come se tutto fosse già prestabilito, ma neanche totalmente aleatorio. Noi siamo — molto fortunatamente — liberi di fare certe scelte, come quella di applicare il necessario per progredire verso la libertà; ma,il margine di "libero arbitrio" è molto debole, paragonato alla massa di condizionamenti, che confezionano i nostri comportamenti fisici e mentali da sì lungo tempo.

Metafora

Sino a che non vengono modificate le condizioni di navigazione, la nave prosewgue il suo cammino verso la stessa rotta. Se si desidera cambiare rotta verso la direzione opposta, risulterà impossibile girare la nave in un istante. Tuttavia, a forza di spingere il timone verso il giusto orizzonte, per il tempo necessario, si finirà per dirigere il battello verso la rotta voluta. Così, non si arriverà a destinazione se non quando la nave non avrà percorso tutto il suo tragitto, ed a condizione di mantenerla diretta sempre verso il buon porto.

Allo stesso tempo, più un karma è lungamente mantenuto (in senso positivo, come in quello negativo), è più labili - addirittura inesistenti, in certi casi - sono le probabilità che un avvenimento previsto cambi, o non si produca affatto. Ecco perché Buddha è in grado di predire senza errori che sara un prossimo Buddha, dopo una durata di tempo inimmaginabile, anche se egli conoscerà, a volte, dei modi di vita, le cui azioni lo spingeranno a rinascere ancora nei piani inferiori.

Il numero di vite, passate o future, che è possibile conoscere, dipende tanto dalle pāramī del meditante, che dal suo interesse per questa conoscenza.

Vantaggi del conoscere le proprie vite

"Quando la concentrazione è buona, è molto facile vedere le proprie esistenze", ci confidano i grandi meditanti. Naturalmente, è necessario anche applicare correttamente le istruzioni adeguate. Il paṭiccasamuppāda ñāṇa non risponde solo alla curiosità: "Dove mi trovavo, prima?" e "Cosa farò, dopo?". Questa conoscenza è davvero indispensabile sulla via della Realizzazione, poiché essa precede e permette l'accesso alla prima delle 10 conoscenza di vipassanā. Solo vedendo, direttamente noi stessi, i legami di causa e di effetto della rinascita, dopo una vita passata, e verso una seguente, può venire pienamente acquisita la conoscenza di causa e di effetto. Degli individui che hanno sperimentato ciò direttemente spiegano che, fino a quando questa conoscenza resta incompleta non è possibile cominciare vipassanā, come ce lo ha insegnato Buddha. Secondo certi maestri, la riuscita di questa tappa richiede al minimo la visione di una vita passata e di una futura.

Inoltre, questa visione delle vite passate e future permette di annullare ogni minimo dubbio sulla legge del karma e sui differenti piani di esistenza. Non si tratterà più di un credenza, nè di una fiducia negli insegnamwenti del Dhamma; e neppure di un'analisi logica, ma di una visione diretta. Vedere le nostre vite e constatare che conosciamo regolarmente e inevitabilmente delle esistenze con sofferenze inimmaginabili ed atrocemente lunghe, anche malgrado altre vite consacrate interamente alla virtù ed alla meditazione, fa paura e costringe a prendere coscienza più che mai dei pericoli della spensieratezza e dell'urgenza di fare del proprio meglio per giungere alla LIberazione da questo ciclo tanto vizioso che infernale.

Spesso, i meditanti che giungono a prendere consapevolezza delle loro vite vedono che rinasceranno in un piano brahmā (poiché l'evoluzione e l'uso degli jhana vi ci conducono). Al termine di questa esistenza non vedono più nulla. Semplicemente è perché continuano naturale il loro slancio di pratica giusta e profonda del Dhamma e perché il mondo dei brahmā offre le migliori condizioni per la meditazione, poichè non vi esistono ostacoli (al di fuori di credenze erronee; ma, all'occorrenza, questo problema non si pone più). I meditanti che vedono ancora numerose vite future sono, in genere coloro che formulano il voto di diventare dei buddha.

Esperienza personale di un monaco

Esiste un monaco birmano che mi ha molto aiutato, durante i miei due ultimi anni di meditazione intensiva. Per illustrare i suoi insegnamenti sulle conoscenze sviluppate, grazie alla meditazione, mi ha rivelato (senza commettere un errore, poiché allora io stesso ero un monaco) le vite passate e future che era stato capace di vedere, grazie alla conoscenza diretta del paticcasamuppada paṭiccasamuppāda ñāṇa. Per rispettare il suo anonimato lo chiamerò "Isidoro".

Si veda la tabella sottostante delle vite passate e future.

La tavola delle vite di Isidoro

Attenzione:

Senza i commentari delle vite di Isidoro (più avanti, su questa pagina), la tavola delle sue vite offre solo un interesse limitato ed i suoi dati possono venire interpretati in modo scorretto.

Per esempio: "Tale animale vuole essere umano" non significa che esso pensa che rinascerà dopo la sua morte, nè che è cosciente di cosa significhi veramente essere umano; ma, semplicemente che riconosce all'uomo una condizione superiore alla sua, la quale è generalmente più sicura e, dunque, meno tormentata.

Il "legame di rinascita" rappresenta l'istante di coscienza,che accompagna, oppure no, un'azione - a volte vecchia di una vita - che causa le condizioni della rinascita seguente. Da non c nfondersi con la coscienza del momento della morte, che porta istantaneamente lo spirito alla vita successiva.

Le vite passate del monaco Isidoro
 No  Piano d'esistenza Specie, sesso, funzione, situazione Legame di rinascita (L) / Nota (N)
-38 Animale Daino L: Desiderio per le femmine della sua specie.
-37 Animale Daino femmina L: Vede un umano e desidera conoscerne la stessa situazione.
-36 Umano Asceta N: Sviluppa dei punti di vista errati.
-35 Umano Grande peccatore L: Vuole ancora essere umano.
-34 Umano Amministraztore regionale L: Vuole ancora essere umano.
-33 Umano Capo di villaggio N: Vuole ancora essere umano, ma numerosi akusala emergono in superficie.
-32 peta Orco L: Vuole essere umano.
-31 Umano Giudice L: Vuole ancora essere umano.
N : Si dà alla corruzione.
-30 Umano Uomo L: Vuole ancora essere umano.
N : Si dà all'alcol.
-29 Umano Gangster L: Vuole ancora essere umano.
-28 Umano Cacciatore N: Uccide delle scimmie.
-27 Inferno Maschio
-26 Animale Scimmia L: Desiderio per le femmine della sua specie.
-25 Animale Scimmia femmina
-24 Animale Scimmia femmina
-23 Animale Scimmia femmina
-22 Animale Scimmia femmina
-21 Animale Scimmia femmina L: Desiderio per i maschi della sua specie.
-20 Animale Scimmia, capo di orda L: Desiderio per le femmine della sua specie.
-19 Animale Scimmia femmina L: Desiderio per i maschi della sua specie.
-18 Animale Scimmia
-17 Animale Scimmia L: Desiderio per le femmine della sua specie.
-16 Animale Scimmia femmina
-15 Animale Scimmia femmina L: Scorge un umano e desidera conoscerne la condizione.
-14 Umano Donna povera L: Desidera ancora essere una donna, offre dei fiori ad uno zédi.
-13 Umano Donna ricca L: Desidera essere un uomo .
N: Sviluppa dei kusala kusala.
-12 Umano Uomo N: Offre dei fiori a uno zédi.
-11 Umano Donna ricca L: Si dedica all'adulterio
N : Offre dei fiori ad uno zédi, desiderando rinascere ancora uomo.
-10 Umano Eunuco L: Vuole essere una devī.
N: Offre del riso ai monaci.
-9 devī L: Desidera (ancora) rinascere come femmina (umana) ricca, continuando a sviluppare dei kusala.
N : Offerta dei fiori a uno zédi.
-8 Umano Principessa L: Desidera (ancora) rinascere come femmina (umana) ricca, continuando a sviluppare dei kusala.
N : Offerta del riso ai monaci.
-7 Umano Donna ricca L : Desidera rinascere uomo.
N: Offre dei fiori allo zédi Shwedagon.
-6 Umano Uomo celibe L: Desidera rinascere uomo
N: Offre dei fiori a uno zédi.
-5 Umano Uccisore di maiali L: Il segno dell'istante della morte è un maiale.
N: Sviluppa, nello stesso tempo, molti kusala.
-4 Animale Maiale L: Desiderio per le scrofe.
-3 Animale Scrofa L: Scorge un monaco e desiderta essere un umano.
-2 Umano Contadina, venditrice di fiori L: Offre dei fiori a uno zédi.
N: Nutre il desierio di rinascere nel piano umano come monaco e di essere in grado di insegnare il Dhamma.
-1 Umano Monaco della foresta L: kasina bianco.
N: Diviene sāmaṇera a 10 anni. Desidera rinascere in una vita di monaco e formula il desiderio di diventare Buddha. Sviluppa tutti gli jhāna (sulla base del kasina bianco). Pratica vipassanā. Muore a 69 anni.
La vita presente del monaco Isidoro
No Piano d'esistenza Specie, sesso, funzione, situazione Legame di rinascita (L) / Nota (N)
0 Umano Monaco della foresta L: Offre dei fiori da una statua di Buddha (azione già trascorsa).
N: Desidera rinascere ancora in una vita da monaco e reitera il voto di diventare un Buddha (prima ancora di essere stato in grado di verificare che aveva già formulato lo stesso desiderio nella sua vita precedente). Morirà a 105 anni.

N: Sviluppa il 4° jhāna.
Le vite future del monaco Isidoro
No Piano d'esistenza Specie, sesso, funzione, situazione Legame di rinascita (L) / Nota (N)
1 Umano Monaco della foresta L: Formula il desiderio di rinascere sul piano tusitā dei deva
N: Versa dell'acqua su di un germoglio dell'albero della Boddhi. Sviluppa gli jhāna e vipassanā.
2 tusitā Deva L : Desidera rinascere uomo (umano).
N: Si dedica ai piaceri. Offre dei fiori ad uno zédi.
3 Umano Uomo ricco L: Desidera rinascere ancora uomo.
N: Incontra, forse, il prossimo Buddha (o boddhisatta).
4 Umano Re L: Si attacca fortemente alle sue proprietà.
5 peta Maschio L: Vuole essere un uomo.
N: 
6 Umano Uomo ricco L: Sviluppa un buon sīla.
N: Beneficia principalmente dei risultati dei kusala della vita presente (0).
7 deva Deva L : Osservanza corretta dei 5 precetti.
N: Gestisce un buon sīla.
8 deva Deva L : Sviluppo del 1° jhāna.
9 brahmā del 1° jhāna L : Sviluppo del 3° jhāna.
10 brahmā del 3° jhāna L : Sviluppo del 4° jhāna.
11 brahmā del 4° jhāna L: Assorbimento jhanico.
12 Umano Re L: Mantenimento di un buon sīla
N: Conosce il sāsana. Insegna i 5 precetti.
13 tusitā Deva L: Mantiene un buon sīla
N: Insegna i 5 precetti. Desidera la stessa rinascita.
14 tusitā Deva L : Desidera rinascere uomo.
15 Umano Uomo ricco L: Desidera rinascere Deva
N: Mantiene un buon sīla.
16 deva Deva L: Si lascia andare ai piaceri.
17 Inferno
18 Animale Cagna N: Commette essenzialmente degli akusala.
19 Animale Scrofa N: Commette essenzialmente degli akusala.
20 Inferno
21 Umano Asceta L: Formula il desiderio di rinascere uomo.
N: Ha un buon sāla. Sviluppa tutto gli jhāna.
22 Umano Re N: Commette essenzialmente degli akusala.
23 Inferno
24 Animale Maiale L: Scorgendo un asceta fare la sua colletta per il cibo, sente il desiderio di conoscere la stessa condizione.
25 Umano Monaco L: Desidera restare umano.
N: Sviluppa tutti gli jhāna.
26 Umano Uomo ricco N: Commette adulterio.
27 Umano Prostituta L: Desidera divenire Devī.
N: Commette essenzialmente degli akusala, ma i benefici di offrire dei fiori a degli zédi, durante numerose vite più alte rispondono al suo desiderio.
28 deva Devī N: Si abbandona ai piaceri.
29 Inferno
30 Umano Prostituta
31: Inferno, 32: Femmina, 33Devī, 34Brahmā (3° jhāna), 35Brahmā (4° jhāna), 36Brahmā (jhāna immateriali), 37Brahmā (jhāna immateriali), 38: Femmina (sposa di re), 39: Asceta (sviluppa tutti gli jhāna), 40Deva, 41Brahmino (insegna delle credenze errate), 42: Inferno, 43: Mendicante, 44: Povero, 45: Paesano, 46: Uomo ricco, 47: Donna ricca, 48: Regina, 49: Donna asceta, 50: Donna asceta, 51Devī (piano satumahārā), 52: Donna povera (con un buon sīla), 53Devī (piano tusitā, sviluppa il 4° jhāna), 54Brahmā (1° jhāna), 55: Principessa, 56: Donna ricca, 57: Uomo ricco, poi asceta (sviluppa tutti gli jhāna), 58: Brahmino (insegna delle credenze errate), 59: Inferno, 60: Gallo, 61: Inferno, 62: Cane, 63: Povero, 64: Ricco (con un buon sīla), 65Devī (piano sāvatinsā), 66: Povero, 67: Povero, 68Devī (piano satumahārā), 69Devī (piano sāvatinsā), 70Devī (piano sāvatinsā), 71: Povero...
  • Per approfittare pienamente dell'esperienza di Isidoro, leggete bene i commenti qui d'appresso.

Commenti delle vite d'Isidoro

Commenti

Gli auguri

Sono estremamente rare le situazioni in cui noi siamo informati ed accettiamo l'idea della rinascita, dopo la morte, anche in un'epoca in cui l'insegnamento del Dhamma è conosciuto, come oggi. Tuttavia, in ogni situazione, un essere, animale, o altri, può sentire il desiderio di trovarsi al posto di un individuo superiore alla propria condizione. In qualunquje condizione vengano emessi, i desideri più primitivi sono dunque presi in considerazione, nella misura in cui il karma lo permette.

Anche se il desiderio giunge ad avere una parte importante nel destino, non è sufficiente ad ottenere una tale, o tal'altra condizione di rinascita. Gli stati spirituali più intensi ed il karma passato hanno più peso. E' come per il denaro. Più ne abbiamo e più possiamo comprare quel che vogliamo; ma, a volte, anche tutto l'oro del mondo non ci permette di acquistare una cosa; ad esempio se è già venduta, o se il negozio non è ancora aperto.

La difficoltà a rinascere umano

Ascoltiamo, o leggiamo, spesso, che si tratta di un'occasione molto rara quella di rinascere nel mondo umano (tutto il mondo conosce la famosa metafora della tartaruga); e, ancora peggio, di avere l 'opportunità di incontrare il Dhamma, di coslierne l'importanza e, certo!, di praticarlo efficacemente. Ora, percorrendo le tavole delle vite di Isidoro, constatiamo che egli rinasce, malgrado tutto, assai frequentemente, nel piano umano e, sovente, in vite da rinunciante.

La metafora della tartaruga concerne, in realtà, solo coloro che permangono in stati mentali perniciosi (dei quali fa parte il desiderio); cioè, la grandissima maggioranza degli uomini (più del 99%, secondo certi monaci). Questo paragone con la tartaruga, che vive nelle profondità dell'oceano, trae origine dal sutta dello sciocco e del saggio:

Riassunto del sutta dello sciocco e del saggio

Questa metafora viene, sovente, esagerata, allo scopo di spaventare i noncuranti, che partecipano alla perdita di se stessi; cosa inutile, poiché la realtà, sfortunatamente, è già ben sufficientemente terrificante.

Bisogna sapere che una vita umana è estreemamente corta, paragonata ad una esistenza all'inferno, o nei piani superiori. Una vita umana dura, al meglio, quasi un secolo; ma, forse, centinaia, o miliardi di secoli negli altri piani.

Il potere dei kusala

Quando, di vita in vita, noi educhiamo a lungo il nostro spirito alle qualità necessarie alla Realizzazione (le pārāmī: la virtù, la pazienza, la benevolenza, la generosità, la rinuncia...), le opportunità di avere il beneficio di rinascite propizie sono molto più intense. Le vite di Isidoro lo illustrano bene. Grazie alla potenza dei numerosi kusala che egli accumula, viene spesso riportato a conoscere, nuovamente, delle condizioni favorevoli. E' un pò come un pasticciere, che eccelle nel suo mestiere. Quando deve cambiare località di lavoro, se, di tanto in tanto, è costretto a rimanere senza impiego, finisce, però, rapidamente a trovare un'occupazione interessante.

Secondo lo stesso principio, un monaco, o un asceta ha infinitamente maggiori oppportunità di rinascere come tale, che non un individuo il quale non abbia mai avuto un sistema di vita prossimo alla rinuncia. Come pure un anziano politico eletto ha molte più opportunità di venire eletto presidente, o ministro che non una persona la quale non abbia mai fatto politica. Il karma non è una questione di fortuna, nè di potere divinatorio; ma, semplicemente di logica.

Le vite reali

Il fatto che Isidoro è, oppure sarà, spesso re può sorprendere. La ragione è semplice. Quando si possiedono delle virtù eccezionali, si beneficia ugualmente di risultati eccezionali. Così, nella nostra scala di esistenza, conosciamo assai pochi re, ma ve ne sono stati un numero incalcolabile. Senza contare che, per la maggiore, nelle epoche meno moderne, i re erano molto numerosi; e dirigevano spesso delle contrade minuscole, paragonate ai regni dei nostri sovrani.

Il desiderio di divenire Buddha

Se Isidoro ha potuto vedere numerose vite future, è stato perchè ha espresso il desiderio di diventare boddhisatta (per essere un Buddha). Egli aveva formulato questa aspirazione ben prima di essere capace di contemplare le sue vite. Ha pure constatato che aveva già fatto tale voto durante la sua precedente esistenza, cosa che conferma quanto le intenzioni potentemente ancorate persistano di vita in vita. Questa è pure la ragione per cui risulta estremamente pericoloso investire se stessi in credenze erronee, poiché, in tal modo, ci si allontana sicuramente dal Dhamma (così difficile ad incontrarsi), nei propri riguardi ed in quelli di coloro che ci seguono. Sicuramente, i candidati a divenire Buddha sono numerosi e non vi è che un "posto" solo alla volta. Coloro che abbandonano, durante il cammino, raggiungono rapidamente l'ultimo stadio della Realizzazione (arahant) e sviluppano, grazie al loro lungo allenamento, in modo rapido, una grande capacità di insegnare. Buddha non è il solo posto da occupare. Possiamo egualmente scegliere di diventare uno dei suoi 2 discepoli supremi, uno dei suoi 5 primi discepoli, uno dei suoi 80 grandi discepoli, il suo assistente, la sposa del bodhisattva, suo figlio, suo padre, sua madre, ecc.

Il temperamento

Isidoro mi spiegava che il temperamento delle persone persiste a lungo, e che non cambia tanto facilmente come le intenzioni. Mi diceva di avere constatato una disposizione mentale identica, attraverso le sue differenti vite, sia che fosse monaco, gangster, o anche maiale. Ecco perchè solo un Buddha ha il tempo — attraverso la sua disciplina a boddhisatta, durante le sue numerose vite — di pervenire ad un temperamento del tutto neutro, sprovvisto di ogni idiosincrasia.

La devozione degli animali

Quando, durante la meditazione, egli ripercorreva la sua esistenza da scrofa, Isidoro a notato che il suo spirito di animale poteva risentire di un sentimento di ammirazione e anche di devozione verso degli esseri nobili, come i monaci. Ciò non è difficile da immaginare, poiché tutti abbiamo visto, per esempio, le differenze comportamentali di un cane, di fronte ad un uomo, secondo le intenzioni espresse da quest'ultimo.

Gli zédis

Attualmente, la "pagoda" Shwedagon, che, innanzitutto, è un reliquario contenente i capelli di Buddha e qualche oggetto di cui egli si sarebbe servito, è il più imponente ed il più venerato degli zedìs del mondo. Esiste da 25 secoli. Allo stesso modo, vi sono degli zedìs nei piani dei deva.

In riassunto

Ottenere la buona informazione

Il principale insegnamento che nasce dallo studio di tutte queste esistenze e dalle loro conseguenze è l'importanza fondamentale dfella buona informazione; cioè, incontrare il Dhamma ed essere in grado di comprenderlo.

Ignorando il Dhamma, noi seguiamo le nostre tendenze naturali, cariche di akusala (collera, desiderio, paura, avarizia, orgoglio...); situazione che ci spinge in esistenze dalle condizioni sfortunate, per delle durate di tempo che possono sembrare interminabili.

Conoscendo (e comprendendo) il Dhamma, noi gestiamo correttamente le qualità richieste per la Realizzazione, che sono cariche di kusala (benevolenza, gaudio, calma, generosità, distacco...); e ciò ci manda in vite dalle condizioni vantaggiose, che ci permettono di ritornarvi facilmente, in caso di "piccole ricadute".

Fare il necessario

Forti di questo insegnamento, sarebbe veramente disdicevole accantonare la pratica del Dhamma; o comunque, rimandarla a più tardi.

Vedere anche:

Chi paga i debiti si arricchisce, insegnamento efficace per aiutare a prendere coscienza dell'imnportanza di ogni nostro atto, anche mentale.

Il saṃsāra, breve presentazione del ciclo delle esistenze, e tavola che espone i 31 differenti piani di esistenza..


info su questa pagina

Origine: Redatta per dhammadana.org

Autore: isi Dhamma, in riferimento all'esperienza di un monaco (anonimo)

Traduttore: Guido Da Todi

Data: febbraio 2011

Aggiornamento: 29 settembre 2011