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kabaḷa

N [Boccone di cibo.]

kāla

M [Momento, periodo.] Tempo (periodo). Volta.

kāma / kāmānaṃ

N/T Piacere sensoriale.

kāmacchanda

M/N [Piacere sensuale (kāma) + desiderio (chanda).] Desiderio per i piaceri sensuali.

kāmānaṃ ādīnava

M [Piaceri sensoriali (kāmānaṃ) + imperfezione (ādīnava).] Imperfezione dei piaceri sensoriali.

kāmarāga

M [Piacere sensuale (kāma) + attaccamento (rāga).] Piacere dei sensi. Attaccamento ai piaceri.

kāmasukhallikā

M [Sperimentazione dei piaceri sensoriali.]

kamesumiccacara

M [Cattiva condotta sessuale.]

kamma

N [Azione, fatto.] Legge di causa ed effetto. Risultato di una (o più) azioni generate. Legame tra un'azione e la sua conseguenza.

Ognuno è libero di influenzare il suo destino, a seconda degli atti che fa. Tuttavia, la legge del kamma non è per nulla controllabile. E' quella che regge ogni espressione vitale che tutti emettono; fatto che spiega come nulla sia lasciato al caso. Tutto ciò che costituisce le condizioni esistenziali di un individuo, le sue capacità, i suoi handicap, la sua costituzione fisica e mentale, le sue preferenze, i suoi tormenti (ecc.) altro non è che il risultato delle proprie azioni anteriori.

kammanta

F [Azione.]

kammapatha

M Causa degli atti meritori e di quelli non meritori.

kammaṭṭhāna

N [Soggetto di meditazione.] Supporto della concentrazione. Allenamento sostenuto alla meditazione (samatha), oppure alla contemplazione (vipassanā).

kammavācā

F [Formulazione decretata.] Una kammavācā è una formulazione che deve venire pronunciata per compiere una procedura monastica. Ve ne sono, dunque, diverse.

Tuttavia, il termine si riferisce, il più delle volte, al testo della procedura destinata a fare entrare nel saṃgha una persona che ha espresso il desiderio di diventare bhikkhu. Ai tempi di Buddha era tradizione apprendere a memoria le materie importanti; non esistevano testi, nè per le dottrine filosofiche, nè per le leggi. Di conseguenza, "la" kammavācā è stata fissata su carta più tardi. All'enunciazione di questa kammavācā, vengono poste al candidato quindici domande, alle quali deve potere rispondere positivamente per venire accettato tra i membri del saṃgha.

Ecco altri kammavācā:

dubbaca ñatti kammavācā: recitato a favore del bhikkhu che ha replicato con parole rudi ai bhikkhu, che gli hanno chiesto di correggere la sua condotta (vedere samghadisesa 12);
kuladūsaka kammavācā: recitato a favore del bhikkhu che corrompe la fede della gente (vedere il saṃghādisesa 13);
ñatti kammavācā: destinato a fare sapere qualcosa al saṃgha.

kāmupādāna

N [Piacere sensoriale (kāma) + avidità (upādāna).] Avidità per i piaceri sensuali.

kamyatā

F Volontà, desiderio di intraprendere qualche cosa. Ardore per compiere un compito.

kaṇḍa

M/N [Capitolo.]

kaṅkhāvitaraṇa

F Superamento dei dubbi.

kappa

M Durata del tempo trascorso durante il ciclo di un mondo; cioè, tra la genesi di un universo e quella del seguente.

Vedere: Misura del tempo

kappabindu

M [Marchio applicato alla veste.]

Vedere anche:

pācittiya 58

kappi

M [Appropriato, conveniente.]

kappiya

M Persona che si propone di aiutare i bhikkhu ad eseguire diversi compiti; in particolar modo quelli che il vinaya non autorizza a fare (aprire un frutto a grani, o con nocciolo; tornare ad offrire il cibo lasciato la sera prima, compere, ecc.).

Si dice per una cosa cosa adatta (oppure, resa tale) che un bhikkhu è in grado di accettare (o di consumare). Dato che un bhikkhu non può ricevere denaro, se qualcheduno desidera offrirgliene, egli ha il permesso di consegnarlo ad un kappiya (o a chi accetta di essere provvisoriamente il suo kappiya, - ad esempio, durante un viaggio, per l'acquisto dei biglietti per il trasporto e per altre necessità).

Vedere anche:

I dāyaka ed i kappiya

karaṇa

N [Lavoro.]

karuṇa

F [Compassione.]

kasina

N [Fissazione dello sguardo.] Fatto di fissare il proprio sguardo su di un oggetto unico, in modo vigile e sostenuto, per sviluppare la concentrazione samatha.

Esistono 10 kasina, in funzione all'oggetto fissato: i quattro elementi (terra, acqua, fuoco ed aria), la luce ed i cinque primi colori, che Buddha è capace di radiare.

kata

[Azione.]

kathā

F [Parola.]

kathina

N Periodo che succede al vassa. durante il quale, i bhikkhu che hanno osservato rispettosamente il vassa possono beneficiare di certe libertà, rispetto al vinaya: i vantaggi di kathina, la cui validità si estende per tutti i cinque mesi che seguono il vassa.

Durante ilkathina, , ha egualmente luogo la cerimonia di offerta (delle vesti, in particolare) con lo stesso nome.

I 5 privilegi del kathina.

Il bhikkhu che ne beneficia può...

  1. stare lontano di 1,20 metri, o più, dalle sue vesti, al momento dell'alba
  2. uscire dal vihara il pomeriggio, senza chiederne il permesso ad un altro bhikkhu
  3. accettare un invito (anche diretto a più di tre bhikkhu) per un pasto, che è stato formulato in modo scorretto
  4. conservare una veste supplementare - non prestabilita - più di di dieci giorni
  5. La "veste di kathina", offerta all'assieme del saṃgha, può venire condivisa tra ogni bhikkhu del monastero (cosa, tuttavia, non obbligatoria, eccetto che con quelli che hanno osservato il vassa sino alla fine)
Vedere anche:

Le kathina

kāya

M [corpo.]

kāyānupassanā

F [Corpo (kāya) + visione ripetuta (anupassanā).] Fissazione dell'attenzione, istante per istante, sul corpo.

khalupacchābhattika

M Fatto di rifiutare ogni alimentazione supplementare, dopo avere terminato un pasto. Questa pratica costituisce il settimo dhutaṅga.

Vedere anche:

Le pratiche ascetiche

khambhakata

Fatto di mettere le mani sulle anche.

khandhā

M [Assieme.] ("Aggregato" è una tradizione corrente, ma erronea di questo termine, perchè rappresenta un non-senso. La parola "aggregato" viene conservata, tuttavia, nel sito, al solo scopo di facilitare le ricerche.

I 5 khandhā (I 5 assiemi)
  1. rūpakkhandhā: assieme della materia
  2. vedanakkhandhā: assieme delle sensazioni
  3. saññākkhandhā: assieme delle percezioni
  4. saṅkhārakkhandhā: assieme delle volizioni mentali
  5. viññāṇakkhandhā: assieme della coscienza
Vedere anche:

I cinque aggregati

khandhapadumā

N Varietà di un fiore che cresce soltanto nel mondo dei deva.

khaṇika

N [Istante.]

khaṇikasamādhi

N [Istante (khaṇika) + concentrazione (samādhi).] Concentrazione sviluppata, istante per istante.

Richiesto da vipassanā, il khaṇikasamādhi si sviluppa unicamente tramite satipaṭṭhāna.

khantī

F [Pazienza.] Tolleranza, resistenza. Capacità di sopportare serenamente le situazioni sconfortanti, o penose.

khattiya

M [Re.]

kicca

N [Affare.]

kilesā

T [Sporcizia, difetto.] Impurità della mente. Povertà dello spirito. Polluzione, preoccupazioni. Esistono 10 kilesā.

I 10 kilesā
  1. i punti di vista errati (sakayadhiti)
  2. il dubbio (vicikiccha)
  3. il credere nell'efficacia dei rituali
  4. il piacere dei sensi (rāga)
  5. l'avversion (dosa)
  6. la passione per gli jhāna
  7. la passione per le sfere informali
  8. l'orgoglio (māna)
  9. l'agitazione (uddhacca)
  10. l'ignoranza (avijja)
Vedere anche:

I 14 kilesā

kiriya

Funzionale.

kiriyacitta

Stato mentale funzionale, proprio degli arahant.

kittikāma

M Fatto di volere la notorietà,la fama.

kosiya

M/N [Tappeto da suolo.]

koṭṭhāsa

M [Assieme, raggruppamento.] I 32 koṭṭhāsa sono le 32 parti del corpo.

I 32 koṭṭhāsa (le 32 parti del corpo)
  1. i capelli
  2. i peli
  3. le unghie
  4. i denti
  5. la pelle
  6. la carne
  7. i tendini
  8. le ossa
  9. il midollo
  10. i reni
  11. il cuore
  12. il fegato
  13. le membrane
  14. la milza
  15. i polmoni
  16. gli intestini
  17. il mesentère
  18. il contenuto dello stomaco
  19. gli escrementi
  20. il cervello
  21. la bile
  22. la linfae
  23. il pus
  24. il sangue
  25. il sudore
  26. il grasso duro
  27. le lacrime
  28. il grasso fluido
  29. la saliva
  30. il muco
  31. la sinovia
  32. l'urina

koṭṭhasaya

M [Aria che si trova nell'intestino.]

kucchiṭṭha

M [Aria che si trova nel ventre.]

kuha / kuhaka

M La ricerca della considerazione (per sé), da parte altrui.

kuhana

F [Fatto di cercare di stupire, fatto di avere dei pensieri tortuosi]. Simulazioni del comportamento; o provocare delle situazioni, destinate a suscitare la venerazione altrui; oppure, a dare un'immagine superiore di se stessi.

kukkucca

N [Dubbio.]

kula

N [Casta.]

kuladūsaka

N [Corruzione della fede altrui.] Deterioramento della fiducia che la gente ha nel dhamma.

kusala

T [(Ciò che è) bene, senza sbagli.] Corretto, conveniente, abile. // N Buona azione, ben fatto, atto meritorio

Ogni atto positivo del pensiero, della parola, o del corpo è un kusala. E genera, in modo naturale, dei benefici per chi lo compie.

kusalakammapathadhamma

N [Bene, corretto (kusala) + risultato delle azioni (kamma) + via (patha) + azione benefica (dhamma).] Azione positiva.

I 10 kusalakammapathadhamma
  1. pānātipātā veramani: astenersi dall'uccidere
  2. adinnā dāna veramani: astenersi dal rubare
  3. kāmesumicchācārā veramani: astenersi da un cattiva condotta sessuale
  4. musāvādā veramani: astenersi dal mentire
  5. pisunavāsā veramani: astenersi dalle calunnie
  6. pharusavāsā veramani: astenersi dal linguaggio grossolano
  7. samphapvalāpā veramani: astenersi da chiacchere inutili
  8. anabhijjhā veramani: abituarsi a non avere pensieri malevoli
  9. abyāpāda veramani: abituarsi a non lamentarsi
  10. samadhādiṭṭhi veramani: avere una giusta visione della realtà

kuṭī

F [Capanna, casetta, piccolo rifugio, casa.]

Questo termine viene generalmente utilizzato per indicare la piccola abitazione temporanea, e dunque rudimentale, che ogni bhikkhu si costruisce da solo, quando si stabilisce [per qualche tempo] in un luogo. Ai nostri giorni, poichè la maggior parte dei bhikkhu dimora nei monasteri, sono rari quelli che vivono nei kuṭī.


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Autore: Monaco Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 26 maggio 2005