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pabba

N [Parte, capitolo, sezione.]

pabbajanīya

T [Colui che è espulso.] Procedura di espulsione di un bhikkhu.

pabbajita

M/N [Rinunciante.] Monaco.

pācaka

M [Cucina.]

paccavekkhaṇā

F [Riflessione.] Nel quadro di vipassanā, paccavekkhaṇā ñāṇa è la riflessione analitica che giunge dopo magga e phala.

Questa riflessione permette di comprendere mentalmente quali sono i fattori che hanno sospinto alla pratica dello sviluppo della visione diretta della realtà, e che hanno condotto sino al nibbāna.

paccaya

T [Causa.] // T [Supporto, aiuto.]

paccayapariggaha

M Distinzione tra le cause e gli effetti.

pacceka

M [Distinto.]

paccekabuddha

M [Distinto (pacceka) + colui che sa (buddha).] Essere che giunge da sé alla conoscenza delle quattro Nobili Verità, ma che resta solo, senza avere la capacità di insegnare il dhamma agli altri.

Un paccekabuddha appare - per definizione - al di fuori di un sāsana. Benchè non possa insegnare le quattro Nobili Verità, può, tuttavia, far apprendere dāna, sīla e bhāvanā (samatha soltanto). Contrariamente ad un bhuddha onnisciente, diversi pacceka buddha possono apparire nello stesso tempo.

paccuddhāra

M [Fatto di rompere una decisione.]

pācittiya

M Errore, che può venire purificato con l'aiuto del desanā.

Il pātimokkha conta novantadue pācittiya. Un pācittiya è un errore dovuto alla negligenza di un bhikkhu (o di una bhikkhunī).

Vedere anche:

I 92 pācittiya

padaparāma

F [Colui che si allena per (giungere al) nibbāna, senza poterci pervenire nella presente esistenza.

padhāna

M [Principale, essenziale.] // N [Sforzo, diligenza.]

padhāniyaṅga

M Elemento principale necessario alla realizzazione del nibbāna.

pāduka

Calzatura dalla suola molto alta.

Questo tipo di calzatura era impiegato, un tempo, dalle persone di alta casta.

paduma

F [Loto.]

pakāsanīya

N/M Procedura destinata a prevenire le persone dagli atti - corporali, orali e scritti - di un bhikkhu, o di qualcuno che si fa passare per tale, e che nulla ha a che vedere con il dhamma.

pakatatta

M [Che possiede sīla.]

pakatattabhikkhu

M [Che è provvisto di sīla (pakatatta) + individuo che rinuncia (bhikkhu).] bhikkhu che possiede un sīla puro da ogni errore.

pakkha

M [Parte, lato, ala.] Periodo di luna levante, o discendente.

pāḷi

F [Pali.] Canone. Dialetto impiegato dai contemporanei di Buddha, nel Nord dell'attuale India.

Il pāḷi era il linguaggio del popolo. Era quasi esclusivamente adoperato oralmente. Esprimendosi in pāḷi, Buddha ha dispensato la totalità del suo insegnamento in questo dialetto, la cui semantica si adatta perfettamente e specificatamente all'insegnamento del dhamma.

Vedere anche:

I caratteri pali

palibodha

T [Impedimento, inconveniente, disturbo.] Circostanze, o situazioni che non permettono di rimanere soddisfatti (alloggi, alimenti, abbigliamento, o igiene).

paṃsukūla

M [Affare abbandonato.] Cosa abbandonata, che un bhikkhu può recuperare (il più sovente, delle vesti). La pratica che consiste nell'utilizzare solo delle vesti abbandonate e raccolte costituisce un dhutaṅga(il primo dei tredici).

pānātipātā

M/F/N [Fatto di uccidere un essere.]

pañcānantariyakaṃ

N Atto cattivo, che impedisce la realizzazione del dhamma nella presente esistenza.

I 5 pañcānantariyakaṃ
(I 5 akusala che impediscono la realizzazione del nibbāna)
  • (mātu yātaka): uccidere la propria madre
  • (phitu yātaka): uccidere il proprio padre
  • (arahant yātaka): uccidere un arahant
  • (lohituppa taka): ferire un buddha (non è possibile uccidere un buddha onnisciente)
  • (saṃgha bhedaka): creare una divisione, oppure un dissapore in seno al saṃgha

paṇḍuka

M Essere che cambia regolarmente di sesso. Coloro che sono maschi, durante la luna crescente, divengono femmine in quella decrescente, ed inversamente. Altri, ancora, cambiano sesso una volta per lunazione.

pañña

T [Sagacità, saggezza.] Comprensione costante e meticolosa dell'impermanenza. Presenza all'istante...

paññatti

F [Designazione, denominazione.] Ciò che è convenzionale.

paññinda

M [Saggezza (pañña) + proprietario (inda).] Colui che possiede la saggezza; il sagace.

pāpiccha

F Fatto di volere delle cose nocive.

para

[Errore.]

pāragū

S [Specialista.]

pārājika

T [Ciò che conduce alla perdita.] Grave fatto che porta alla cancellazione a vita dello stato di bhikkhu.

Vi sono quattro pārājika (relazione sessuale, furto, omicidio, pretesa di realizzazioni non ottenute).

Vedere anche:

I 4 pārājika

paramattha

M [Realtà assoluta.] L'universo è costituito da quattro paramattha.

Les 4 paramattha
  1. citta: coscienza
  2. cetasika: stati mentali
  3. rūpa: materia
  4. nibbāna: oggetto privo di anicca, dukkha e anatta
Vedere anche:

I quattro paramattha

pāramī

F [Pratica nobile, realizzazione nobile.] Azione positiva del corpo, della parola, o della mente, motivata da una volontà di progredire sulla via del perfezionamento, la via del dhamma. Maturità (sul piano della saggezza) acquisita grazie a tale pratica.

Solo quando lo sviluppo delle pāramī giunge a piena maturità si può sperimentare nibbāna.

Le 10 pāramī
Nome in pali Descrizione
1 dāna pāramī Abbandono dei propri beni (animali, oppure oggetti non viventi), pratica della generosità.
2 sīla pāramī Controllo dei propri atti e parole, per evitare le cattive azioni. Pratica della virtù.
3 nekkhamma pāramī Rinuncia della vita sociale, a favore di una vita solitaria (bhikkhu, eremita).
4 pañña pāramī Sviluppo del sapere e della comprensione, attraverso lo studio e la riflessione analitica. Insegnare il proprio sapere agli altri, utilizzare la propria saggezza per un massimo di benefici, anche con il pericolo della propria vita.
5 vīriya pāramī Sviluppo della conoscenza e la comprensione attraverso studio e pensiero analitico. Insegnare la conoscenza agli altri. Usare la saggezza per il massimo profitto.
6 khantī pāramī Lo stabilirsi di una pazienza sempre perfetta, qualunque siano le azioni e le parole degli altri verso di sè. Pratica della tolleranza.
7 saccā pāramī Onestà in ogni occasione (dire solo quel che è giusto).
8 adhitthāna pāramī Determinazione. Decisione di stabilirsi su delle azioni benefiche e restarvici.
9 mettā pāramī Mantenimento di uno stato mentale volto verso la felicità altrui, praticare l'amore, la benevolenza verso tutti gli esseri.
10 upekkhā pāramī Respingere odio e adorazione. Non seguire una idea in particolare. Mantenere la propria mente nell'equanimità.

parānuvāda

M [Ambiente (para) + rimproverare (anuvāda).] Fatto di ricevere dei rimproveri da parte altrui.

pari

S [Periferico.] Dintorni // [Luogo predefinito.]

paribbājaka

M Asceta che adotta dei punti di vista erronei.

pariboga

N [Affari.]

pariccheda

N In maniera ben determinata, ben precisa.

parikamma

M Fatto di compiere costantemente delle azioni sane, positive, come la generosità, la benevolenza e la virtù (la concentrazione non è contemplata).

parikkharā

Oggetti impiegati da un bhikkhu. Gli otto parikkharā: 1) la veste inferiore, 2) la veste superiore, 3) la veste doppia, 4) la ciotola, 5) la cintura, 6) il filtro per l'acqua, 7) l'ago (ed il filo), 8) il rasoio.

parimaṇḍala

N Fatto di indossare correttamenter la veste, lasciandone una lunghezza giusta davanti, come dietro.

parinibbāna

N [Periferico (pari) + fatto di sbarazzarsi delle impurità mentali (nibbāna).] Sparizione definitiva di ogni coscienza. Quando l'arahant giunge al termine della sua esistenza, entra nel nibbāna (vedere questo termine). Estinzione definitiva nella pace del nibbāna. Poichè non esiste alcun attaccamento, i fenomeni fisici e mentali non possono apparire: è il parinibbāna.

Vedere anche:

parinibbāna

pārisuddhi

F [Periferico (pari) + purezza (suddhi).] Purezza completa, assenza di ogni kilesā.

paritta

F [Barriera, protezione.] Formula recitata per recare una protezione di ordine generale.

Esistono molti tipi di paritta. In particolar modo, la paritta udaka e la paritta sutta:

La paritta udaka consiste nel diffondere una protezione con l'aiuto dell'acqua, verso la quale la formula protettrice è stata recitata.

La paritta sutta viene pronunciata secondo una procedura similare, a differenza che viene adoperato del filo, invece di acqua, per la diffusione delle protezioni.

parivāsa

M [Luogo predefinito (pari) + compimento di un'obbligazione (vasa).] Obbligazione compiuta per purgare un saṃghādisesa.

Prima di potere essere completamente reintegrato in seno al saṃgha, il bhikkhu che ha commesso il saṃghādisesa deve fare il parivāsa: deve dormire in un edificio a parte, nel quale non dovrà esserci alcun altro bhikkhu. Se esce dal recinto del monastero, sarà accompagnato da un altro bhikkhu e non potrà allontanarsi da lui più di dodici gomiti (ossia, circa sei metri).

pariyatti

F [Studio del dhamma.]

pāsāda

F [Costruzione con tetti a piani.]

passaddhi

N [Calma.]

passāsa

M [Aria entrante.]

pāta

N [Ciotola.]

Vedere anche:

La ciotola

pathama / paṭhama

Uno (1).

pathavī

F [Terra (in quanto elemento.]

paṭibhāga

N [Il livello di concentrazione più profondo.]

paṭibhāganimitta

N [Livello di concentrazione più profondo (paṭibhāga) + immagine, oggetto (nimitta).] Oggetto di meditazione perfettamente chiaro, costante e spoglio di ogni elemento perturbatore.

paṭibhānapaṭisambhidā

F Comprensione analitica della retorica e dei discorsi (orali, oppure scritti) ben costruiti, allo scopo di fare comprendere facilmente il dhamma agli altri.

paṭiccasamuppāda

T Produzione condizionata dalle dodici causa interdipendenti. Si tratta della spiegazione di anatta, che regge l'apparizione e la sparizione di ogni fenomeno.

Le paṭiccasamuppāda (le 12 cause interdipendenti)

(Attraverso "1" si produce "2", attraverso "2" si produce "3", etc.)

sdef
  1. avijjā: l'ignoranza
  2. saṅkhāra: le formazioni mentali
  3. viññaṇa: la coscienza
  4. nāma rūpa: i fenomeni fisici e mentali
  5. āyatana: le sei sfere dei sensi
  6. phassa: il contatto
  7. vedanā: la sensazione
  8. tahṇā: il desiderio appassionato
  9. upādāna: l'attaccamento
  10. bhava: il divenire
  11. jāti: la nascita
  12. dukkha: la decrepitudine, la morte, i lamenti, le pene, i dolori, i dispiaceri, le disperazioni

pāṭidesanīya

F [Quanto viene confessato, riconosciuto.] Errore, che si confida apertamente. Vi sono quattro pāṭidesanīya.

Vedere anche:

I 4 pātidesaniya

paṭiggahanā

F [Accettazione.]

paṭikūlamanasikāra

F Contemplazione del carattere ripugnante del corpo. Osservazione delle 32 parti del corpo (i 32 koṭṭhāsa).

Vedere anche:

Le 32 parti del corpo

pātimokkha

N [Fatto di fare attenzione a, curarsi di.] Regolamento destinato a correggere la propria condotta.

Assieme dele duecentoventisette regole di condotta e di comportamento che ogni bhikkhu è tenuto ad osservare. Queste regole non fanno parte di un codice disciplinare prestabilito, ma vennero stabilite mentre degli errori erano commessi.

Vedere anche:

Il pātimokkha

paṭipadā

[Metodo, via, modi di fare.]

paṭipatti

F [Messa in pratica del dhamma.]

patirūpa

V [Dimorare.]

patirūpadesavāsa

M [Dimorare (patirūpa) + regione (desa) + fatto di essere appropriato (vāsa).] Luogo propizio a viverci. Regione, clima e condizioni appropriate per abitare senza difficoltà.

paṭisambhidā

F [Comprensione analitica.] Comprensione profonda di un ambito legato al dhamma, oppure di tutto l'insegnamento del dhamma.

I 4 paṭisambhidā
  1. attha paṭisambhidā: comprensione profonda di ogni insegnamento del Buddha, in materia della realizzazione dello scopo (stadio di arahant)
  2. dhamma paṭisambhidā: comprensione profonda della nobile via insegnata da Buddha, e della legge di causa e di effetto
  3. nirutti paṭisambhidā: comprensione profonda del linguaggio e del suo modo fedele espressivo in corrispondenza della realtà (grammatica, assemblaggio delle frasi, etc.)
  4. paṭibhāna paṭisambhidā: Comprensione profonda della retorica e dei discorsi (orali e scritti) ben costruiti, allo scopo di fare comprendere facilmente il dhamma agli altri

paṭisambhidāpatta

M Fatto di avere il paṭisambhidā, una conoscenza integrale del dhamma (o di una sua parte particolare).

paṭisaṅkhā

F [Esasperazione.] Essere generalmente seccati, disinteresse totale del mondo (dell'esistenza).

paṭisāranīya

T [Fatto di ricordarsi frequentemente.]

paṭivedha

M [Realizzazione del dhamma] nibbāna.

patta

M/N [Ciotola. Recipiente in terracotta.] Ciotola utilizzata dai bhikkhu per ricevere e mangiare il loro cibo.

pattānumodana

N Gioia provata quando qualcun'altro sviluppa degli atti meritori.

pattapiṇḍika

M [Tutto nella ciotola.] Utilizzo di un unico recipiente (per fare un pasto).

pattapiṇḍikaṅga

N [Tutto nella ciotola (pattapiṇḍika) + stato spirituale (aṅga).] Sesto dhutaṅga. Pratica ascetica che consiste nel prendere tutti i propri pasti, utilizzando esclusivamente la ciotola personale (senza adoperare un altro recipiente).

paṭṭhāna

N [Decisione. Fissazione. Installazione.]

pattidāna

N Divisone dei propri atti meritori con gli altri.

pavāraṇā

F Giorno che chiude il vassa. Invito fatto in questo giorno, da ogni monaco, affinchè gli altri possano rivolgergli apertamente i rimproveri che si impongono per la sua condotta.

Tradizionalmente, questo giorno propone una grande cerimonia di offerte. Il pavāranā ha luogo il giorno che segue il plenilunio di ottobre (a volte, quello di novembre, secondo la lunazione).

Vedere anche:

Le vassa

pavārito

N [Interdizione, rifiuto.]

Vedere anche:

pācittiya 35

peta

M Essere che vive nel gruppo del mondo degli apāya, tra la sfera degli animali e quella degli inferi.

phala

N [Frutto.] Beneficio, effetto, conseguenza.

phalānumāna

N Conoscenza di un effetto, tramite il sospetto. Fatto di indovinare la conseguenza di qualche cosa perchè se ne conoscono le cause.

pharusavācā

F [Linguaggio grossolano.] Linguaggio abusivo, volgare, brutale.

phassa

M [Senso del tatto.] Contatto, toccare.

phoṭṭhabba

N [Toccare.]

piñcama / pañca

Cinque (5).

piṇḍa

[Cibo offerto ai bhikkhu.]

piṇḍapāta

M/N [Cibo offerto ai bhikkhu (piṇḍa) + ciotola (pāta)] Fatto di andare a raccogliere (per un bhikkhu) del cibo, con l'aiuto della propria ciotola, attendendo silenziosamente davanti alle case, e tenendo la propria ciotola davanti a sé, pronti a sollevarne il coperchio quando qualcheduno si avvicina per offrire del nutrimento. Questa pratica costituisce il terzo dhutaṅga.

pisunavācā

F [Maldicenza, calunnia, diffamazione.]

piṭaka

N [Paniere.]

pīti

M [Gioia, entusiasmo.] Gioia profonda, non provocata dai piaceri sensoriali. Leggerezza fisica e mentale, procurata dalla coscienza pura.

pubba

[Avanti.] Preliminare. In anticipo. Anteriore.

pubbakaraṇa

N [In anticipo (pubba) + lavoro (karaṇa).] Preparativi per sistemare l'ambiente nella sīmā prima dell'uposatha.

I 4 pubbakaraṇa
  1. scopare il pavimento (o il suolo) della sīmā
  2. illuminazione della sīmā (in caso di cielo scuro, o durante la notte)
  3. sistemazione di acqua pulita all'entrata della sīmā (per bere e per pulirsi i piedi)
  4. stendere delle natte, o dei tappeti per sedersi nella sīmā

pubbabhāga

M [Premonitore.]

pubbakicca

N [Prima (pubba) + cosa (kicca).] Cosa da riportare all'inizio di uposatha.

I 5 pubbakicca
  1. rapporto del chanda
  2. rapporto del pārisuddhi
  3. rapporto della data
  4. rapporto del numero di bhikkhu presenti nel sīmā
  5. rapporto di ciò che le bhikkhuni necessitano in materia di insegnamento

pubbecakatapuññatā

F [Anteriore (pubba) + azione(katta) + merito (puññatā).] Merito dovuto alle azioni anteriori.

pubbenivāsa

N Conoscenza che permette di conoscere le vite passate.

puññakiriyavatthu

Maniera per sviluppare del merito. Ve ne sono dieci.

I 10 puññakiriyavatthu

(I dieci modi per sviluppare del merito)

  1. dāna: la generosità
  2. sīla: la condotta
  3. bhāvanā: la concentrazione
  4. apacāyana: il rispetto verso gli anziani, o le persone rispettabili
  5. veyyāvacca: i lavori diversi destinati a rendere un servizio
  6. pattidāna: la divisione dei meriti
  7. pattānumodana: la divisione della soddisfazione dovuta ad azioni meritorie
  8. dhammassāvaṇa: il fatto di ascoltare il dhamma
  9. dhammadesanā: il fatto di insegnare il dhamma
  10. diṭṭhijukamma: l'adottare in maniera incrollabile il punto di vista giusto

puñña / puññatā

F [Merito.] Atto meritorio, benefattore, benefico.

purisa

M [Uomo, individuo.]

puthujjana

M Essere ordinario (in opposizione ad "ariya"). Un puthujjana è una persona che non ha ancora sperimentato nibbāna; e, di conseguenza, si trova ancora sotto l'influsso di punti di vista erronei.


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Autore: Monaco Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 26 maggio 2005