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ucca

F [Alto. Elevato.]

uccāsayana

N [Elevato (ucca) + posto (āsayana).] Posto elevato (in senso proprio).

Nel contesto dei precetti: posto più elevato di quello in cui sta un essere nobile (un essere che osserva un grande sīla, come un bhikkhu, o un sāmaṇera), o un essere regale.

uccheda

N Annichilimento.

ucchedadiṭṭhi

F [Annichilimento (uccheda) + credenza (diṭṭhi).] Punto di vista erroneo, che ha per oggetto l'annichilimento. Convinzione del nulla, dopo la morte.

udaka

N [Acqua.]

udayabbaya

N [Apparizione e distruzione.]

uddhacca

N [Vagabondaggio dello spirito.] Fatto di rimanere distratti dai pensieri. Avere la mente dissipata, dispersa, volatile.

uddhaṅga

M [Sopra.]

uddissa

[Ricordo. Rimembrarsi].

uggaha

N [Ciò che appare.]

Per esempio, l'uggaha nimitta è l'immagine scelta come supporto di concentrazione samatha, che appare quasi di continuo, e la cui chiarezza e limpidità restano ancora deboli.

ugghāṭa

V [Togliere.]

ugghāṭitaññū

M [Colui che sa come disfarsi] dei kilesā.

ujjagghika

F [Ridere folle.]

ukkaṭṭha

M [Nobile.] Ciò che è nobile. Presidente (ministero, associazione, ecc.)

ukkhepanīya

T [Espulsione.]

upa

[Basico.]

upacāra

F [Concentrazione di prossimità.]

upadarupa

Materia derivata.

upādāna

T/N [Fatto dell'incollare, di aggrapparsi.] Avidità.

I 4 upādāna
  1. l'attaccamento ai piaceri sensuali
  2. l'attaccamento ai punti di vista, alle credenze
  3. l'attaccamento ai rituali
  4. l'attaccamento al credere nell'esistenza della personalità

upādānakkhandhā

M [Fatto di aggrapparsi (upādāna) + aggregato (khandhā).] Apparizione dei cinque aggregati, grazie all'attaccamento.

upanidhāpaññatti

N Fatto di dare un nome per comparazione, per analogia.

upāsaka

M [Uomo che sostiene e rispetta i "tre gioielli": Buddha, il dhamma e il saṃgha.]

upasampadā

N Ammissione in seno al saṃgha come bhikkhu. Integrazione di un sāmaṇera nella comunità dei bhikkhu.

upāsika

F [Donna che sostiene d rispettare i "tre gioielli": Buddha, il dhamma e il saṃgha

upasīla

M/F [Basico (upa) + virtù (sīla).] Moralità, condotta di base: cinque precetti, otto precetti, ecc.]

upaṭṭhāka

M [Colui che nutre.]

upekkhā

F [Equanimità.] Nel contesto di vipassanā: fatto di restare nell'osservazione, neutro ad ogni sensazione.

uposatha

M Esposizione delle regole del pātimokkha, nel sīmā, ad ogni luna piena e nuova.

Questo termine definisce anche la pratica dei cinque o degli otto preecetti, che certi laici adottano nei giorni della luna piena, nuova e mezza.

uttara

N [Ciò che è nobile.]

uttarāsaṅga

M [Veste superiore.]


info su questa pagina

Autore: Monaco Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 29 settembre 2011