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Introduzione precisa sul perché e sul come della meditazione, da parte di Pa Auk Saydaw, il maestro di meditazione più seguito dai grandi meditanti.
La pioggia penetra in una casa il cui tetto è malridotto.
Così, la passione si introduce in uno spirito dove non soggiorna la meditazione.
Amerei dirvi qualcosa della meditazione che viene insegnata nel monastero di Pa Auk. Essa si basa sulle istruzioni trovate nei testi pali buddisti e nel Visuddhimagga, La Via della Purificazione. Noi crediamo che la meditazione insegnata nei testi pali buddhisti sia la medesima meditazione praticata da Buddha stesso, ed insegnata, nel suo tempo, da lui e dai suoi discepoli.
Inanzitutto, dovremmo chiederci perchè il Buddha abbia insegnato la meditazione; oppure, a cosa serve la meditazione?
Lo scopo della meditazione buddhista è di raggiungere Nibbāna. Nibbāna è la cessazione del mentale (nāma) e del fisico (rūpa). Per raggiungere Nibbāna dobbiamo distruggere completamente, da una parte, gli stati mentali sani, che hanno la loro radice nella non avidità, l'avversione e la confusione, e, dall'altra, gli stati malsani, che nascono dall'avidità, dall'avversione e dalla confusione, e che producono una nuova nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte. Se noi li eliminiamo del tutto con le conoscenze dell'introspezione e della via (ariyamagga), allora giungeremo al Nibbāna. In altre parole, Nibbāna è libero dalla sofferenza della ronda delle rinascite (saṃsāra) e rappresenta la cessazione di queste ultime, della vecchiaia, della malattia e della morte. Tutti siamo soggetti alla sofferenza della rinascita, della vecchiaia, della malattia e della morte, e per liberarci delle numerose forme di Sofferenza ci è necessario meditare. Non appena desideriamo fuggire ogni dolore, dobbiamo raggiungere Nibbāna.
Cosa è la meditazione? La meditazione consiste in samatha e vipassanā, che debbono, ambedue, basarsi su di una condotta virtuosa corporale e verbale. Detto in altre parole, la meditazione è lo sviluppo ed il perfezionamento del Nobile Ottuplice Sentiero.
il Nobile Ottuplice Sentiero è:
La Giusta Visione ed il Giusto Pensiero vengono, assieme, chiamati l'allenamento all'introspezione, o alla saggezza. Buddha li chiamava "Giusta Visione": vipassanā-samādhi.
La Giusta Parola, la Giusta Azione ed i Giusti Mezzi di Sussistenza sono detti l'esercizio della condotta virtuosa.
Il Giusto Sforzo, la Giusta Attenzione e la Giusta Concentrazione sono, assieme, indicati come l'atto del concentrarsi, che è la meditazione samatha: samatha bhāvanā.
Ora, desidero spiegarvi un pò più a fondo ognuno degli otto elementi del Nobile Sentiero Ottuplice.
Il primo di essi è la Giusta Visione. Che consiste in quattro tipi di conoscenza.
Il secondo fattore del Nobile Ottuplice Sentiero è il Giusto Pensiero: sammā saṅkappa. E':
Così, il Giusto Pensiero applica lo spirito sull'oggetto della verità della Sofferenza, i cinque aggregati dell'attaccamento e la Giusta Visione lo comprende, esattamente come esso è. Questi due fattori interagiscono per applicare ognuna della quattro Nobili Verità e per comprenderle. Non appena succede questo essi vengono chiamati l'attivazione della saggezza (pañña sikkhā).
Il terzo fattore del Nobile Ottuplice Sentiero è la Giusta Parola (sammā vācā). Ove si tratta d'astenersi dal mentire, dalla maldicenza, dalle parole rudi e dalle chiacchere futili.
Il quarto fattore del Nobile Ottuplice Sentiero risiede nella Giusta Azione Ossia, astenersi dall'uccidere, dal rubare e dal cattivo comportamento sessuale.
Il quinto fattore del Nobile Ottuplice Sentiero sta nei Giusti Mezzi di Sostentamento: sammā ājīva. Questo vuole dire non condurre un sistema di vita, realizzato attraverso delle parole, o delle azioni scorrette, come uccidere, rubare o mentire. Per i laici - persone al di fuori della comunità monastica - la regola include non intranprendere i cinque tipi di commercio arrato: traffico di armi, di esseri umani, di animali allevati per essere abbattuti, di intossicanti e di veleni.
I tre fattori: Parola Giusta, Azione Giusta e Giusti Mezzi di Sostentamento vengono indicati come la condotta virtuosa: sīla sikkhā
Il sesto fattore del Nobile Cammino Ottuplice è lo Sforzo Giusto: sammā vāyāma. Ed è di tre tipi:
Per sviluppare questi quattro tipi di Giusto Sforzo, dobbiamo praticare e sviluppare le tre discipline, che sono la condotta virtuosa, la concentrazione e la saggezza (sīla, samādhi, pañña).
Il settimo fattore del Nobile Ottuplice Sentiero è la Giusta Attenzione: sammā sati). E'di quattro tipi: i quattro fondamenti dell'attenzione - satipatthana.
Qui, i dhamma rappresentano i 51 fattori mentali associati, eccettuata la sensazione, o i 5 aggregati dell'attaccamento, o le 12 basi sensoriali interne ed esterne, o i 18 elementi, o i 7 fattori di risveglio, o le 4 Nobili Verità, ecc. I quattro tipi di contemplazioni possono, di fatto, venire ridotti a due: contemplazione del fisico e contemplazione del mentale.
L'ottavo fattore del Nobile Ottuplice Sentiero è la Giusta Concentrazione - sammā samādhi. La Giusta Concentrazione è il primo jhāna, il secondo, il terzo ed il quarto jhāna vengono chiamati la Giusta Concentrazione, in accordo con il Mahā Satipaṭṭhāna sutta, il grande sutta dello stabilirsi dell'Attenzione. Nel Visuddhimagga, la Giusta Concentrazione è indicata come i quattro jhana - rupa jhāna; i quattro jhāna immateriali e la concentrazione di accesso - upacāra samādhi.
Certi individui posseggono un formidabile accumulo di pāramī, e riescono a raggiungere il Nibbāna solo ascoltando semplicemente un insegnamento - breve, oppure dettagliato - del Dhamma. La maggior parte delle persone non posseggono simili pāramī e, di conseguenza, debbono praticare il Nobile Ottuplice Sentiero in modo graduale. Essi vengono chiamati "individui-che-necessitano-di-guida" - neyya puggala. Così, debbono praticare questo sentiero passo a passo, sviluppando, nell'ordine, le tre discipline: sīla, samādhi, pañña. Dopo avere purificato la loro virtù, debbono allenarsi nela concentrazione e, dopo avere trasmutato il loro spirito, attraverso la disciplina della pratica della con concentrazione, debbono accrescere in essi la saggezza.
Esistono 40 oggetti di meditazione samatha, e si può accrescere qualsivoglia di essi per raggiungere la (giusta) concentrazione.
Coloro che non sono capaci di conoscere l'oggetto della meditazione che più si confà ad essi dovrebbere cominciare a sviluppare ānāpāna sati - l'attenzione sul respiro. La maggior parte della gente raggiunge il successo nella meditazione, con l'aiuto sia di ānāpāna sati, che della meditazione sui quattro elementi.
Origine: Insegnamento dato a Taiwan (in inglese)
Date: 1999
Auteur: Pa Auk Sayadaw
Traducteur: A7 Dhamma
Aggiornamento: 29 settembre 2011