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riassunto della pagina

Metodo di base per la meditazione dell'attenzione sulla respirazione, in giusto accordo con la parola di Buddha.

Come sviluppare l'attenzione sulla respirazione?
Metafora d'Ajahn Brahmavamso

Tenete un bicchiere pieno d'acqua. Concentratevi in modo che la superficie resti perfettamente calma...L'acqua vibra? E' tremolante? Ponete il bicchiere in terra.L'acqua è calma? Lo stesso accade con lo spirito!

Lo sviluppo di Ānāpāna sati (l'attenzione sul respiro) viene insegnata da Buddha nel Mahā Satipaṭṭhāna sutta. Che comincia in questo modo:

« E come, dunque, monaci, un monaco contempla il corpo nel corpo? Qui, monaci, un monaco (recatosi nella foresta, o recatosi ai piedi di un albero, o recatosi in un luogo isolato) si siede, incrocia le gambe, si pone (con il dorso) diritto, e stabilisce la sua attenzione (sul suo oggetto di meditazione). »

Quindi, Buddha spiega l'attenzione alla respirazione (Ānāpāna sati):

« Egli inspira con attenzione: egli espira con attenzioone.

"Egli espira con attenzione; egli inspira con attenzione.

Inspirando un lungo respiro, egli realizza: "Inspiro un lungo respiro".

Espirando un lungo respiro, egli realizza "Espiro un lungo respiro"

Inspirando un corto respiro, egli realizza "Inspiro un corto respiro"

Espirando un corto respiro, egli realizza: " Espiro un corto respiro"

"Sperimentando (la respirazione) con il corpo intero, inspiro", così egli si esercita.

"Sperimentando (la respirazione) con il corpo intero, espiro", così egli si esercita.

"Tranquillizzando la formazione del corpo, inspiro", così egli si esercita.

"Tranquillizzando la formazione del corpo, espiro", così egli si esercita."

Per cominciare la meditazione, sedetevi in una posizione confortevole e cercate di essere attenti alla respirazione, come essa entra ed esce dal corpo, attraverso le narici. Dovreste percepirla proprio al di sotto del naso, ossia in qualche parte attorno alle narici; questo è chiamato il punto del tocco. Non seguite la respirazione nel corpo, o al di fuori del corpo, oppure, altrimenti non potrete perfezionare la costra concentrazione. State semplicemente attenti alla respirazione nel posto più sensibile che essa sfiora, o tocca, che questo sia al di sopra del labbro superiore, o attorno alle narici. Allora sarete capaci di svìluppare e di perfezionare la vostra concentrazione.

Non accordate la vostra attenzione nè alle caratteristiche naturali (sabhāva lakkhaṇa), nè a quelle generali (sammañña lakkhaṇa), né al colore di nimitta (segno della concentrazione). Le caratteristiche naturali sono quelle dei 4 elementi della respirazione: durezza, rugosità, fluidità, calore, sostegno, appoggio, ecc. Le caratteristiche generali sono le carattestiche di impermanenza (anicca), di sofferenza (dukkha) e del non sé (anatta) della respirazione. Non constatate, dunque "inspir-espir impermanente", oppure "inspir-espir sofferenza", oppure "inspir-espir non sè". Rimanete soltanto attenti alla respirazione, in quanto concetto.

Il concetto della respirazione è l'oggetto di Ānāpāna sati. E' l'oggetto sul quale dovete concentrarvi per sviluppare la concentrazione. In tal modo, e se avete praticato questa meditazione in una vita passata, e sviluppato certe pāramī, potrete facilmente concentrarvi sulla respirazione.

Oppure, il Visuddhimagga suggerisce di contare le respirazioni. Dovreste contare dopo la fine di ogni respirazione:inspir,espir, "1", inspir, espir,"2", ecc.

Contate così almeno sino a 5, ma non oltre 10 (poi, riprendete da 1). E' bene contare sino ad 8, poichè questo ricorda il Nobile Ottuplice Sentiero che voi state cercando di seguire. Contate, dunque, sino al numero che avete scelto, e determinate il tempo in cui non permetterete alla vostra mente di andare alla deriva, o di vagabondare. Siate solo calmamente attenti alla respirazione. Quando conterete in questo modo, realizzerete di essere capaci di concentrare il vostro spirito, e di renderlo calmamente attivo alla respirazione.

Dopo avere concentrato la vostra mente per almeno una mezz'ora, dovreste procedere alla prima ed alla seconda tappa della meditazione:

1) Inspirando a lungo, egli realizza "Inspiro a lungo" (digham assasami); espirando a lungo, egli comprende: "Espiro a lungo" (digham passasami).

2) Inspirando brevemente, egli realizza: "Inspiro brevemente" (rassam assasami); espirando brevemente, egli comprende "espiro brevemente" (rassam passasami).

A questo punto, voi dovete sviluppare l'attenzione sulle vostre respirazioni, che esse siano lunghe, o brevi. Qui, "lunghe" e "corte" non si riferisce alla loro lunghezza in centimetri, ma a quella della loro durata. Decidete quale sia la durata che ve le fa chiamare "lunghe" e quella che ve le fa chiamare "corte". Siate attenti ad ogni respirazione (inspirazione+espirazione). Noterete che, a volte, è lunga, a volte corta. Soltanto notare questo dettaglio è sufficiente, nella tappa presente. Non constatate "inspir-espir lungo, inspir-espir corto"; concentratevi soltanto sull'inspir-espir, e siate vigili, in modo da sapere se ogni respirazione è lunga, oppure corta. Respirate naturalmente, senza cercare di fare delle respirazioni lunghe, o corte.

A questa tappa può apparire il nimitta, ma se siete capaci di respirare in modo calmo per circa un'ora senza che alcun nimitta appaia, dovreste passare alla terza tappa:

3) "Sperimentando (la respirazione) con l'intero corpo (sabba kaya patisamvedi) inspiro (assasissami)", così, egli si esercita. "Sperimentando (la respirazione) con l'intero corpo (sabba kaya patisamvedi) espiro (passasissāmi)", così, egli si esercita.

Qui, Buddha vi indica di rimanere attenti alla respirazione, dal suo inizio alla fine. Facendolo, può apparire il nimitta. Se questo è il caso, non ribaltate la vostra mente su di esso, ma rimanete con la respirazione.

Se rimarrete calmamente attenti alla respirazione, dal suo inizio alla fine, per circa un'ora, ma il nimitta non appare, dovreste passare alla quarta tappa:

4) "Tranquillizzando la formazione del corpo (passambhayam kaya sankharam) inspiro (assasissami)", così, egli si esercita.

"Tranquillizzando la formazione del corpo (passambhayam kaya sankharam) espiro (passasissami)", così, egli si esercita."

Per fare quanto precede dovreste decidere di rendere tranquilla la vostra respirazione, e restare attenti ad essa, di continuo. Non dovreste fare altro, oppure la vostra concentrazione cesserebbe.


A proposito della pratica di ānāpāna sati:

La bella respirazione

Lettera di una monaca per incoraggiare suo marito monaco nella meditazione


info su questa pagina

Origine: Insegnamento dato a Taiwan (in inglese)

Autore: Pa Auk Sayadaw

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 1999

Aggiornamento: 29 settembre 2011