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dhutanga tecīvarika

Significato di dhutaṅga tecīvarika

Il termine pali "ticīvara" significa "tre vesti"; ossia, la veste del basso (antaravāsaka), quella della parte alta ((uttarāsaṅga) e la veste doppia (saṅghāṭi).

"ti" = "tre pezzi"; "cìvara" = "veste (utilizzata da un bhikkhu).

Il bhikkhu che si limita ad usare solo queste tre vesti è chiamato un "tecīvarika". Quando questa pratica viene convenientemente attuata, con costanza e diligenza, con la determinazione di non interromperla, si dice che esiste "tecīvarikaṅga" (stato interiore che si limita ad utilizzare tre sole vesti).

Il bhikkhu che adotta il dhutaṅga tecīvarika deve, al di fuori dei suoi tre abiti, rinunciare ad ogni altro pezzo di stoffa, la cui superficie corrisponda ad un tessuto formale (ossia, con minimo un gomito ed una spanna di lunghezza e sei falangi di larghezza).

Adozione del dhutaṅga tecīvarika

Per adottare questo dhutaṅga, è opportuno pronunciare la seguente frase, sia in pali, che nella lingua che viene scelta...

In pali:

«catuttha cīvaraṃ paṭikkhipāmi, tecīvarikaṅgaṃ samādhiyāmi.»

In italiano:

Rinuncio ad una quarta veste; mi impegno ad utilizzarne solo tre.

I tre tipi di praticanti il dhutaṅga tecīvarika

Secondo le restrizioni esistono tre tipi di praticanti il dhutaṅga tecīvarika:

  1. ukkaṭṭha tecīvarika, il praticante nobile di dhutaṅga tecīvarika
  2. majjhima tecīvarika, il praticante intermedio di dhutaṅga tecīvarika
  3. mudu tecīvarika, il praticante ordinario di dhutaṅga tecīvarika

1. il praticante nobile

Quando il bhikkhu praticante nobile del dhutaṅga tecīvarika lava i suoi abiti, è vestito con la sua veste del basso (attorno alla sua cintola) quando lava quella della parte alta; è ricoperto con la sua veste della parte alta (piegata in due ed attorno alla sua cintola) allorché lava la sua veste bassa. Solo dopo (o prima) gli conviene lavare quella doppia. E' bene non indossare la veste doppia, attorno alla cintola.

Il bhikkhu che pratica il dhutaṅga tecīvarika si prende cura di procedere come appena indicato, se vive in un monastero prossimo (o, all'interno) di un villaggio. Solo un bhikkhu che pratica il dhutaṅga tecīvarika, e vive in un monastero di campagna (in un luogo situato fuori dalle zone abitate) può, se si trova da solo, lavare e stendere simultaneamente le sue vesti. Tuttavia, in questa situazione, nel caso in cui un tale bhikkhu fosse visto da qualcuno, opportuno che tenga presso di sé una delle tre vesti, per coprire facilmente il suo corpo.

Codesta è la disciplina del praticante nobile del dhutaṅga tecīvarika.

2. il praticante intermedio

Il bhikkhu praticante intermedio può tenere una veste supplementare, che utilizza soltanto per e durante il momento in cui lava, o tinge i suoi indumenti. Per il resto del tempo, quest'abito supplementare deve venire conservato, a parte.

3. il praticante ordinario

Quando lava, o tinge una delle sue tre vesti, il bhikkhu praticante ordinario del dhutaṅga tecīvarika non può indossare uno dei seguenti tessuti: la veste di un bhkkhu, consenziente a prestargliela; il tessuto che adopera come coperta; il tessuto utilizzato per coperta da un altro; un tessuto largo una spanna e lungo tre gomiti. Il bhikkhu praticante del dhutaṅga tecīvarika non dovrà in alcun caso portare del tessuto supplementare, al di fuori del lavaggio, o della tintura delle sue vesti. Non può neppure trasportare altri tessuti con sé (in viaggio, ecc.).

I vantaggi del dhutaṅga tecīvarika

Praticando il dhutaṅga tecīvarika, si può beneficiare dei seguenti vantaggi...

  1. come un uccello che si involi verso altri luoghi, si può viaggiare facilmente senza trovarsi appesantiti da molti oggetti
  2. esistono pochi compiti (lavaggio, asciugamento, ecc.)
  3. si viene risparmiati da ogni sistemazione e stoccaggio di vestiti
  4. leggera manutenzione del proprio corpo
  5. si viene risparmiati dall'attaccamento a più di tre vesti
  6. poiché si adoperano solo tre vesti, si necessita di mezzi di esistenza ridotti al minimo

Nota: solo praticando un dhutaṅga se ne può comprendere veramente i vantaggi.

Il modo di rompere il dhutaṅga tecīvarika: dall'istante in cui un bhikkhu che pratica il dhutaṅga tecīvarika adopera una quarta veste (al di fuori del bucato delle altre tre) frantuma il suo dhutaṅga.

Eccezionale autorizzazione accordata ai praticanti del dhutaṅga tecīvarika

Un bhikkhu che non pratica il dhutaṅga tecīvarika è autorizzato a conservare dei tessuti, durante un periodo di dieci giorni. E' tenuto a terminare il cucito, la tintura e la scelta di una veste in questi dieci giorni. Se, non avendo completato il suo abito, egli conserva dei tessuti al di là di questo periodo, commette un nissaggiya pācittiya. Deve, allora, darli ad un bhikkhu che conosca il vinaya, e non deve conservarli più.

Un bhikkhu che pratica il dhutaṅga tecīvarika è autorizzato a superare questo limite di dieci giorni. Nel caso, egli non commette il nissaggya 1. Appena la cucitura e la tintura della sua veste sono terminate, non deve più conservare della stoffa supplementare. Se, in queste condizioni, conserva della stoffa supplementare al di là di dieci giorni, o se adotta questo dhutaṅga unicamente per potere conservare dei tessuti non cuciti, per una durata che ecceda i dieci giorni, verrà chiamato un "dhutaṅga cora"; ossia, un ladro di dhutaṅga".


info su questa pagina

Origine: Opera in birmano

Autore: Monaco Devinda

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 29 settembre 2011