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dhutaṅga abbhokāsika

Significato di dhutaṅga abbhokāsika

Il termine pali "abbhokāsika" significa "colui che ha l'abitudine di dormire in un luogo spoglio e senza riparo".

"abbhokāsa" = "fatto di dimorare in un luogo spoglio e senza riparo".

Quando questa pratica viene correttamente applicata, con costanza e diligenza, con la determinazione di non romperla, si dice che vi è "abbhokāsikaṅga" (stato mentale di risiedere in un luogo sguarnito di ogni cosa).

Adozione del dhutaṅga abbhokāsika

Per adottare questo dhutaṅga, si può pronunciare la seguente frase, sia in pali, che nella lingua preferita...

In pali:

«chandañca rukkhamūlañca paṭikkhipāmi, abbhokāsikaṅgaṃ samādhiyāmi.»

In italiano:

«Io rinuncio ai tetti ed agli alberi; mi abituerò a vivere nei luoghi all'aperto e privi di ogni riparo.»

I tre tipi di praticanti il dhutaṅga abbhokāsika

Secondo le restrizioni esistono tre tipi di praticanti del dhutaṅga abbhokāsika:

  1. ukkaṭṭha abbhokāsika, il praticante nobile del dhutaṅga abbhokāsika
  2. majjhima abbhokāsika, il praticante intermedio del dhutaṅga abbhokāsika
  3. mudu abbhokāsika, il praticante ordinario del dhutaṅga abbhokāsika

1. il praticante nobile

Il bhikkhu praticante nobile del dhutaṅga abbhokāsika non si mette mai all'ombra di qualunque cosa (albero, muro, ecc.). A condizione di restarsene in un luogo sprovvisto di qualunque riparo, può, a volte, distendere una delle sue vesti, come se fosse una tenda, e mettersi sotto di essa.

2. il praticante intermedio

Il bhikkhu praticante intermedio del dhutaṅga abbhokāsika può stare all'ombra di un albero; mai, però, ai suoi piedi. Può anche rimanere all'ombra di una montagna, o di una casa.

3. il praticante ordinario

Il bhikkhu praticante ordinario del dhutaṅga abbhokāsika può confezionarsi un piccolo rifugio con l'aiuto di foglie larghe (giusto per avere un po' di ombra); mettersi sotto una roccia sporgente (che offre ombra ed un riparo per la pioggia); sotto un tessuto, rivestito per essere impermeabile alla pioggia; o, in un piccolo rifugio, abbandonato dagli abitanti del paese.

Così facendo, il dhutaṅga abbhokāsika non viene interrotto.

I vantaggi del dhutaṅga abbhokāsika

Praticando il dhutaṅga abbhokāsikase ne ottengono i seguenti vantaggi...

si rimane liberi da pigrizia e torpore

ci si trova privi di attaccamento al luogo dove si abita

ci si trova senza attaccamento per la propria vita; si può morire senza paura

come per un cervo, non vi è bisogno di una dimora, si è privi di legami ad un posto preciso, si resta liberi e tranquilli nel vivere non importa dove, e degni di considerazione

non si è vincolati ad un luogo ombreggiato

si può circolare senza impedimenti verso le quattro direzioni e stabilirsi dove si desidera, senza necessità di un invito

si usufruisce di un mezzo corretto per sostenere le proprie necessità, essendo capaci di soddisfarsi con poco

Nota: solo la pratica di un dhutaṅga ne fa comprendere correttamente i vantaggi.

Il modo per interrompere il dhutaṅga abbhokāsika

Non appena il praticante del dhutaṅga abbhokāsika si stabilisce (con l'intenzione di abitarvi) in un posto riparato, come una costruzione che possiede un tetto, ai piedi di un albero, ecc., egli frantuma il suo dhutaṅga.

Nei testi dell'" aṅguttaranikaya"viene detto: "Il dhutaṅga abbhokāsika non può venire interrotto dal fatto di rimanersene sotto un tetto. E' una cosa corretta (per il praticante di questo dhutaṅga) porsi sotto un riparo per ascoltare il Dhamma, o per altre necessità. Tuttavia, se rimane sotto quel riparo nel momento dell'alba, il dhutaṅga viene interrotto."

Maniera di praticare il dhutaṅga abbhokāsika

E' del tutto corretto che un bhikkhu, praticante il dhutaṅga abbhokāsika vada sotto un riparo, o anche in un edificio dotato di un tetto e di mura, se si tratta di ascoltare un insegnamento, o per accudire alle diverse necessità della vita monacale (uposatha, pavāraṇā, ecc.). In simili casi il dhutaṅga non viene interrotto.

Dopo essere entrato in una sīmā per effettuare l'uposatha (per esempio), se piove quando l'uposatha è terminato, conviene che il bhikkhu praticante il dhutaṅga abbhokāsika resti nella sīmā. Egli può attendere all'interno che la pioggia cessi, oppure si calmi.

Quando un tale bhikkhu viene invitato a dare un insegnamento sotto un tetto, può benissimo farlo, senza intaccare il suo dhutaṅga. Solo che, una volta terminato il suo insegnamento, deve ritornare in un luogo all'aria aperta. E'ugualmente autorizzato ad entrare in una sala da pranzo, in una cucina, o in una casa nella quale un donatore desidera offrirgli da mangiare (nel posto, o nella sua ciotola).

E' corretto che un bhikkhu che pratica il dhutaṅga abbhokāsika vada sotto un riparo per dare, oppure per ricevere un insegnamento del Dhamma, solo durante i momenti consacrati a ciò. Appena questi compiti saranno terminati dovrà ritornare all'esterno.

Un tale bhikkhu può anche andare sotto un tetto quando si tratta di trasportare un mobile, o altra cosa situata all'esterno, verso l'interno di un monastero; quando viaggia con un bhikkhu più anziano e ne porta le cose personali (ciotola, veste doppia, ecc.); oppure, quando si mette a piovere. Se il bhikkhu con il quale viaggia non ha oggetti personali, può comunque recarsi sotto un riparo, per la durata della pioggia. Quando egli intende andare sotto un rifugio, vi si può dirigere, ma senza precipitarsi; vi si deve recare, camminando come d'abitudine. Potrà restarci sino a che la pioggia si sia calmata; quindi, deve uscire fuori (se cade soltanto "qualche goccia", non dovrà rimanere sotto un riparo).. Quando cessa di piovere, il bhikkhu deve starsene all'esterno.

Incoraggiamento al dhutaṅga abbhokāsika

Il bhikkhu che pratica il dhutaṅga abbhokāsika è del tutto libero dai numerosi compiti domestici, economici ed umani, ai quali sono costrette le persone che vivono nella loro casa, con dei bambini, ecc.

Il dhutaṅga abbhokāsika corrisponde perfettamente alla vita del bhikkhu.

Un bhikkhu che pratica questo dhutaṅga non ha neppure il problema di trovare e mantenere un posto per alloggiare. Avendo come plafond il cielo stellato, è facilmente sbarazzato dalla pigrizia e dal torpore. Libero come un cervo, la sua mente gli permette di sviluppare rapidamente e facilmente la realizzazione del Dhamma. Abitando all'esterno, si trova sempre in un luogo sereno e silenzioso. In virtù di ciò, può facilmente e senza ritardi realizzare degli jhāna o dei magga phala.

Per queste ragioni, i bhikkhu provvisti di saggezza risiedono all'aria aperta, nei luoghi spogli di ogni cosa; cioè, il dhutaṅga abbhokāsika.


info su questa pagina

Origine: Opera in birmano

Autore: Monaco Devinda

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 29 settembre 2011