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dhutaṅga nesajjika

Significato di dhutaṅga nesajjika

Il termine pali "nesajjika" significa "colui che ha l'abitudine di restare seduto".

"nissīda" = "postura seduta.

Il bhikkhu che prende l'abitudine di rinunciare alla postura allungata, adottando solo quelle seduta, in piedi e in marcia, viene chiamato "nesajjika". Quando tale pratica viene correttamente applicata, con costanza e diligenza, con la determinazione di non romperla, si dice che vi è "nesajjikaṅga" (stato mentale di rinuncia alla postura allungata).

Adozione del dhutaṅga nesajjika

Per adottare questo dhutaṅga è opportuno pronunciare la seguente frase, sia in pali, che nella lingua di propria scelta...

In pali:

«seyyaṃ paṭikkhipāmi, nesajjikaṅgaṃ samādhiyāmi.»

In italiano:

"Rinuncio alla postura allungata; mi abituerò a rimanere sempre seduto (per il riposo)".

I tre tipi di praticanti il dhutaṅga nesajjika

Secondo le restrizioni, esistono tre tipi di praticanti il dhutaṅga nesajjika:

  1. ukkaṭṭha nesajjika, il praticante nobile del dhutaṅga nesajjika
  2. majjhima nesajjika, il praticante intermedio del dhutaṅga nesajjika
  3. mudu nesajjika, il praticante ordinario del dhutaṅga nesajjika

1. il praticante nobile

Il praticante nobile del dhutaṅga nesajjika non fa mai una delle seguenti azioni, anche mentre sta dormendo: 1) appoggiare il dorso; 2) allacciarsi le ginocchia, con un tessuto; 3) allacciare, o sorreggere le sue ginocchia, con l'aiuto delle mani, o delle braccia.

2. il praticante intermedio

Il praticante intermedio del dhutaṅga nesajjika adotta una delle tre azioni che il praticante nobile rigetta.

3. Il praticante ordinario

Il praticante ordinario del dhutaṅga nesajjika adotta due, o tre delle tre azioni rigettate dal praticante nobile. Può sistemare un guanciale dietro il suo dorso, o sedersi su di una sedia, il cui schienale non ecceda una inclinazione di 45°, oppure ne sia del tutto sprovvista.

Ai tempi del Buddha viveva il mahāthera Miḷābhaya, che praticava il dhutaṅga nesajjika. Questo mahāthera si fece offrire un letto di alta qualità dai suoi dāyakā. Egli si allenò allo sviluppo di vipassanā, mentre seguiva scrupolosamente il suo dhutaṅga nesajjika. In poco tempo egli divenne anāgāmi.

Così, è opportuno che dei bhikkhu praticanti il dhutaṅga nesajjika utilizzino delle sedie e dei letti di ogni tipo. Fino a che non si allungano, essi non interrompono il loro dhutaṅga.

I vantaggi del dhutaṅga nesajjika

Praticando il dhutaṅga nesajjika, se ne possono trarre i seguenti benefici...

assenza della crescita dei piaceri sensoriali, legati alle percezioni piacevoli, procurate dalla postura allungata.

sviluppo propizio di tutte le forme di allenamento, che si riferiscono a samatha ed a vipassanā

venerazione (l'assenza della postura allungata conferisce una grande dignità)

sviluppo propizio dello sforzo e della concentrazione

sviluppo propizio di sīla e di tutti i fattori di risveglio

Nota: solo la pratica di un dhutaṅga permette di comprenderne a fondo i vantaggi.

Il maniera di interrompere il dhutaṅga nesajjika

Dal momento in cui un praticante del dhutaṅga nesajjika si allunga ed appoggia il capo (su qualunque oggetto), egli interrompe il suo dhutaṅga.

Il modo di praticare il dhutaṅga nesajjika

Durante una delle tre parti della notte, il praticante del dhutaṅga nesajjika può alzarsi e marciare. Durante questa marcia, il dhutaṅga non viene interrotto. Tra le quattro posture — allungata, seduta, in piedi e camminata — egli deve venire eliminata solo quella allungata. Durante la notte, il praticante di questo dhutaṅga può alternare le tre altre posizioni. Mentre effettua la marcia, continua a sviluppare il suo allenamento (samata, oppure vipassanā). Può dormire, restando seduto durante le due altre parti della notte.

Incoraggiamento al dhutaṅga nesajjika

I deva nocivi temono un individuo che resta assiso ben diritto (in postura di meditazione). Quando si pratica questo dhutaṅga, si elimina la pigrizia, la sonnolenza e gli attaccamenti al piacere del sonno. Si beneficia di un grande vīriya, si dispone di eccellenti condizioni per allenarsi a kammaṭṭhāna (vipassanā, oppure samatha). Si può anche sviluppare pīti, che elimina il desiderio sensuale; si conosce la felicità.

Per queste ragioni, certi bhikkhu adottano il dhutaṅga nesajjika, che è una pratica particolarmente propizia allo sviluppo ed al mantenimento di vīriya. I praticanti di questo dhutaṅga conferiscono molto prestigio alla sāsana.


info su questa pagina

Origine: Opera in birmano

Autore: Monaco Devinda

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2001

Aggiornamento: 29 settembre 2011