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riassunto della pagina

Breve esposto sui differenti tipi di monastero, con descrizione degli edifici che vi si trovano, e qualche precisazione a proposito di coloro che li abitano.

i monasteri

Definizione

Come ciascuno sa, un monastero è un luogo abitato dai monaci. Da che Buddha ha inventato il concetto di monaco (che vive isolato, oppure no) e quello della comunità monastica organizzata, numerose scuole pianificate ne hanno seguito l'esempio; in particolar modo,nel Mahāyāna, nell'Induismo,nel Cattolicesimo, e nell'Islam. I monasteri che qui ci interessano sono quelli del theravāda; cioè, dei discepoli di Buddha e del suo insegnamento.

Il termine adoperato da Buddha, e che noi traduciamo con "monastero", è "vihāra", che significa "luogo abitato da uno, e da più monaci". Questo luogo può benissimo essere un grande edificio di pietre, un capannone in bambù, una grotta, o...un albero! In effetti, il monaco considera il luogo dove vive come il suo monastero, ovunque esso si trovi.Per esempio, durante un trasferimento, se un monaco deve dormire (almeno una notte) presso della gente, nella camera di una casa abitata da laici, egli la considera come se fosse, provvisoriamente, il suo monastero, per tutto il tempo che vi rimane. Ciò gli permette di viverci come se si trovasse nel proprio monastero abituale; tra l'altro. egli può aprire e stendere la sua veste, senza commettere un errore, secondo il vinaya.

Un monastero non può appartenere ad un monaco, poichè, questi non possiede nulla, al di fuori degli "otto oggetti" e di qualche accessorio utile (medicine, apparecchi medici, libri, documenti di identità, orologio, ecc.). COsì, un monastero è di proprietà sia di un laico (oppure, di una associazione), che lo mette a disposizione dei monaci, sia del saṃgha (se è stato donato ad uno, o a diversi monaci), sia di nessuno (casa abbandonata, grotta, ecc.)

Nota: dato che i monasteri occidentali godono, in genere, delle medesime condizioni delle case occidentali, la descrizione a proposito dei monasteri, fatta su questa pagina,tiene essenzialmente conto di quelli asiatici.

I differenti tipi di vihāra

A seconda delle attivita che vi si svolgono, si distinguono diversi tipi di monasteri. Benchè non esista alcuna classificazione ufficiale, ogni monastero può entrare in una delle seguenti categorie...

I monasteri ordinari

Non hanno nulla di specifico. In genere, si tratta di piccoli monasteri, nei quali vivono dei monaci, che hanno già praticato e studiato il Dhamma. Essi proseguono, in solitario, la pratica; leggono, discutono e riflettono sugli insegnamenti del Dhamma. Spesso, questo viene insegnato alle persone che vengono da fuori.

I monasteri dove si studia il Dhamma

Vi si insegna il Dhamma, essenzialmente in pali, ai monaci, ai novizi, alle monache e, a volte, ai laici. Questo tipo di monastero ha, sovente,una, o più, sale da studio. Può anche presentarsi sotto forma di una grande università.

I monasteri che praticano il Dhamma

Sono, più spesso, dei centri di meditazione, generalmente situati a distanza dalle zone abitate e delle grandi arterie stradali, in luoghi relativamente calmi. D'abitudine,questi luoghi ospitano, sia monaci, che laici. Vi si pratica il satipaṭṭhāna, la samatha, o i due, secondo il metodo scelto dall'abate. In ogni caso, questi monasteri sono dei luoghi, ove i monaci, o la gente, vengono a ricevere delle istruzioni di meditazione e ad allenarsi, sia regolarmente, dopo il lavoro, o in fine settimana; sia, durante dei lunghi ritiri intensivi (di qualche settimana, o di diversi mesi).

I monasteri di campagna (o, monasteri di foresta)

Vi sono anche i "monasteri di campagna", che possono trovarsi in foresta, in montagna, o in zona desertica, ma sempre completamente isolati dalle zone abitate. Ci vivono pochi monaci solitari, perché coloro che fanno la scelta di passare l'esistenza in questi posti sono quelli che ricercano la tranquillità, per un allenamento intensivo dello svilupopo della concentrazione (vipassanā, o samatha). Questi monasteri non sono, nè troppo vicini, nè troppo lontani dai villaggi. Non troppo vicini, perchè, onde progredire opportunamente sulla via della conoscenza, il monaco deve evitare i contatti con la gente, fonte di rumori, di agitazioni, di distrazioni, di desideri e di attaccamento. Non troppo lontani, perchè egli deve potere andare a fare la sua colletta quotidiana di cibo, con la propria ciotola, senza dovere camminare a lungo. Codesti monasteri sono, in genere, più semplici di quelli situati presso le città ed i villaggi. MOlti si limitano ad essere un capannone di legno (a volte, cemento), con delle toilettes più piccole di una cabina telefonica, situate qualche metro all'esterno,e un tubo, che porta l'acqua, da una sorgente situata nei dintorni.

Un monaco può anche prendere in considerazione una grotta, la base di un albero, o una zona nuda di vegetazione, come proprio monastero. Egli adotta le pratiche ascetiche (con le quali si rinuncia ad un tetto, in particolar modo), insegnate da Buddha; che, tuttavia, non sono obbligatorie, e permettono ai monaci (o, anche, ai laici, riguardo ad alcune) di avanzare più velocemente e nelle migliori condizioni sulla via della liberazione.

I monasteri specializzati

Al di fuori dei quattro gruppi citati vi sono altre tipologie di monasteri, i cui studi e la cui pratica sono specializzati in un campo ben preciso. E, poichè questi campi possono differire molto tra di essi, lo stesso vale anche per tale gruppo di monasteri. Così, esistono: degli istituti specializzati in una, o più lingue, destinati a formare dei monaci, che saranno inviati ad insegnare il Dhamma all'estero (oppure, a degli stranieri, che ritorneranno nel loro paese); dei monasteri, che educano degli specialisti su di una materia del Dhamma, in particolare; dei centri specializzati nella purificazione dei saṃghadisesa; dei monasteri che insegnano ai monaci come costruire da soli le loro vesti, con dei tessuti abbandonati; dei monasteri specializzati nelle pratiche ascetiche, ecc.

Nota: beninteso, esistono anche dei monasteri, le cui attività comprendono molti di questi gruppi.

Gli edifici di un monastero

Un monastero può essere costituito da numerosi edifici, da qualche edificio, da un solo edificio, o, anche, da nessuno di questi. Nei paesi le cui popolazioni non sono ricche, il monastero è, di solito, l'unico fabbricato in pietra del villaggio, ove tutte le abitazioni sono in legno, o in bambù. Il monaco è colui che rinuncia a tutto, e fa, così, la scelta della povertà. Tuttavia, paradossalmente, grazie alla gente, che porta una grande venerazione alla sua pratica, beneficia spesso di oggetti delle quattro necessità (cibo, alloggio, vestiario e medicine), di migliore qualità dei laici.

In occidente, perlo più, una villa è utilizzata come monastero. In oriente, il maggior numero di volte, un monastero è rappresentato da un gruppo di parecchi edifici (circondati,oppure no, da un recinto), ognuno dei quali ha la propria funzione. I monasteri piccoli, costituiti da uno, due, o tre stabili, raggruppano diverse funzioni per struttura. Ecco i fabbricati che possiede la maggior parte dei monasteri.

Alloggio

Queste, sono tutte le formule: una piccola capanna in foglie di palma, dove un monaco ha giusto lo spazio per sedersi; dei bungalow più spaziosi, che includono un bagno individuale; dei grandi dormitori, nei quali numerosi monaci, o novizi, dormono in terra, gli uni accanto agli altri; degli edifici, divisi in camere individuali, per due persone, o più. A volte, dei monaci sono alloggiati in una costruzione, che possiede tutt'altre funzioni che l'alloggio.

Sala del Dhamma

E'la sala più grande del monastero. Questo vasto edificio accoglie il pubblico, che viene ad ascoltare gli insegnamenti del Dhamma, dati da un monaco; ma, é, anche, destinato alla celebrazione di cerimonie di ogni genere, e viene utilizzata come sala di meditazione dai piccoli momasteri.

sīmā

Un monastero senza sima non può integrare un nuovo individuo nella comunità, perchè un sima è obbligatorio nella procedura di integrazione nel saṃgha. Un sima, generalmente, è una piccola costruzione, a parte; ma, può essere anche un semplice riparo, o una particella di terreno. Quello che determina la natura del sima non è l'edificio, ma il luogo; generalmente delimitato da grosse pietre - e consacrato come tale, secondo una procedura, applicata alla presenza di venti monaci, in accordo con il vinaya, Il sima costituisce,dunque, il posto, dove hanno luogo tutte le procedure monastiche, come l'integrazione di un nuovo bhikkhu, la rimessa della veste kathina, la recitazione del patimokkha, o il pavarana.

Sala di meditazione / sala di studio

Un centro di meditazione possiede naturalmente una, o più, sale di meditazione. I centri misti hanno almeno due sale: una per gli uomini ed una per le donne.

Allo stesso modo, un monastero dedicato alle Scritture comporta una, o più, sale di studio.

Sala da pranzo

I monasteri costituiti da diversi edifici possiedono, generalmente, una sala da pranzo, che può egualmente servire da sala da studio, prima e dopo i pasti (prima colazione e pranzo).

Cucina

La maggior parte dei monasteri è sprovvista di cucina; i monaci vanno a cercare il cibo al villaggio, con l'aiuto della ciotola. Quando esiste una cucina, essa si limita ad un locale senza mura, nel quale vi sono uno, o più fuochi, circondati da mattoni, a guisa di piani di cottura; qualche casseruola e dei cucchiai, un pò di stoviglie e diversi alimenti di base, come il sale e l'olio. La cucina serve, innazitutto, a cuocere degli alimenti crudi, offerti ai monaci; a riscaldare del cibo, o a preparare un pasto donato, occasionalmente, da donatori. Rari sono i monasteri che hanno il privilegio di beneficiare di offerte sufficientemente regolari, tanto da potere servire, ogni giorno, un pasto ai monaci. In ogni caso, la cucina è utilizzata solo dalle monache e dai laici, poichè i monaci non sono autorizzati a cucinare (possono, tuttavia, riscaldare il cibo).

Acqua e sanitari

E' raro che un monastero si trovi senza acqua ed è pure raro che ne disponga di calda. Nella maggior parte dei casi, si tratta di grandi vasche,in cemento, piene d'acqua, attorno alle quali essa viene impiegata per ogni uso: doccia (con l'aiuto di un piccolo recipiente, per raccoglierla), bucato, pulitura dei denti, lavaggio del viso, pulizia della ciotola, ecc. Le toilette si limitano, per la maggiore, ad un buco, che dà sopra una fossa.

cetiya

Salvo delle rare eccezioni, ogni monastero ha il suo cetiya; se non di più. Per principio, un cetiya è un reliquario, ma può essere costruito senza contenere nulla; verrà, allora, indicato quale "cetiya del Dhamma" - come la maggior parte dei cetiya - (vedere: nota a proposito dei cetiya). Quasi tutti sono in forma di campana e dorati (con foglie d'oro, e pittura aurea); a volte, bianchi. In certi casi, un cetiya può essere cavo ed ospitare un monaco, facendogli da monastero.

Altri edifici

Un monastero può contenere altre costruzioni, a seconda dei bisogni, delle attività e dei mezzi dei donatori: una bibliotca, degli uffici amministrativi, una sala informatica, una sauna (autorizzata da Buddha), una sala di ristoro, per accogliere numerosi visitatori, ecc.

La popolazione dei monasteri

La maggior parte dei monasteri ospita dei monaci; ma, numerosi sono quelli che albergano dei novizi. I luoghi che alloggiano delle suore - da non confondersi con le monache (bhikkhuni) - sono conventi. Tuttavia, alcuni grandi centri (soprattutto, di meditazione) accolgono anche le monache, e dei laici. In questo caso, uomini e donne non occupano lo stesso edificio. Come certi centri di studi, inoltre (monasteri, università), molti centri di meditazione accolgono stranieri.

All'interno di certi monasteri di taglia importante vivono dei laici che si adoperano ad effettuare diversi lavori per offrire ai membri della comunità le migliori condizioni alla loro pratica ed ai loro studi.I centri più organizzati dispongono di una associazione, che, con l'aiuto dei fondi ottenuti dalla generosità dei donatori, paga degli impiegati per effettuare diversi lavori per i monaci ed i novizi (e, a volte, per le suore ed i laici): acquisti, preparazione e servizio del cibo, compagnia, giardinaggio, compiti casalinghi, ecc.

Per quanto riguarda la quantità della popolazione dei monasteri non vi è una regola: vi sono dei monasteri, ove vive solo un monaco, o parecchi monaci, o parecchie dozzine, o parecchie centinaia, sino a parecchie migliaia di monaci!

Vedere anche: Fotografie sui monasteri birmani
Vedere anche: Il dayaka Anathapindika (donatore del monastero Jetavana)


info su questa pagina

Origine: Testo scritto per il sito

Autore: Monaco Dhamma Sāmi (isi Dhamma)

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2003

Aggiornamento: 29 settembre 2011