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les thullaccaya

I thullaccaya relativi ai pārājika

thullaccaya (pk 1) — Se un bhikkhu inserisce (1) il proprio sesso nell'ano, nel sesso, o nella bocca di un cadavere (deva, umano o animale, e di qualunque sesso), il cui corpo sia stato per la maggior parte rosicchiato da (almeno) un cane, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 1) — Se un bhikkhu inserisce (1) il suo sesso in un orifizio che sia diverso dall'ano, dal sesso o dalla bocca (piaga, occhio, ecc.) di un deva, di un essere umano, o animale, di qualsivoglia genere, egli commette un thullaccaya

thullaccaya (pk 1) — Se un bhikkhu inserisce (1) il suo sesso nella bocca della testa — separata dal corpo — di un cadavere, in modo tale da toccare l'interno della cavità boccale, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu, con l'intenzione di rubare, muove, senza spostarla, una cosa — che vale 5 māsa (5) — che ha intenzione di trafugare, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu ruba (o fa rubare) una cosa (4) — il cui valore è superiore ad 1 māsa (5) ed inferiore a 5 māsa — egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu, con l'intenzione di rubare, abbatte un albero, che appartiene ad un essere umano (che non è lui), al penultimo colpo inferto (prima che l'albero sia completamente abbattuto), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu, con l'intenzione di rubare, si adopera affinché una persona che trasporti qualcosa — del valore di 5 māsa (5), o più — prenda un'altra strada, ed effettui un passo verso la direzione augurata (dal bhikkhu), egli (il bhikkhu) commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Quando un bhikkhu chiama un essere umano, con l'intenzione di derubarlo, se quest'ultimo muove un passo (mentre risponde alla chiamata), il bhikkhu commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu chiama un animale — che vale 5 māsa (5), o più — con l'intenzione di rubarlo, ad ogni passo che quest'ultimo compie (mentre risponde al richiamo), sino all'ultimo (al suo completo spostamento), il bhikkhu commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu chiede a qualcuno di rubare qualcosa — che valga 5 māsa (5), o più — e quest'ultimo accetta di commettere il furto, egli (il bhikkhu) commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se un bhikkhu ruba qualcosa che vale meno di 5 māsa (5), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 2) — Se qualcuno si confida ad un bhikkhu e quest'ultimo (più tardi) pretendendo che non gli è stato detto nulla — con l'intenzione di rubare — riesce a mettere in dubbio il proprietario, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu chiede ad un (secondo) bhikkhu (90) di domandare ad un (terzo) bhikkhu di sollecitare un (quarto) bhikkhu (ecc.) ad uccidere qualcuno e quest'ultimo accetta, egli (il primo) commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu, con un'intenzione di uccidere (7), utilizzando qualunque maniera — con l'aiuto del corpo, della parola, o indirettamente (attraverso una persona interposta, ecc.) — afferma a qualcuno che coloro che muoiono possono beneficiare di nuove proprietà, di nuovi amici; che possono acquisire una grande notorietà e possono rinascere nel mondo dei deva (oppure, se gli illustra altri vantaggi sulla morte, o lo incita a morire, in qualunque modo sia), ed impieghi un linguaggio suggestivo, o imperativo, e, in conseguenza a questi discorsi, questa persona provi del dolore, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu mette in atto un procedimento qualunque, suscettibile di uccidere (8), nell'intenzione che qualcuno — in particolare, o non una persona — morirà, cadendo in questa trappola, e che altri proverà del dolore, mentre sarà preso da essa, egli (il bhikkhu) commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu mette in atto un procedimento qualunque, suscettibile di uccidere (8), nell'intenzione che qualcuno verrà ucciso, trovandosi imprigionato da tale trappola, e che un animale, che prende l'apparenza di un umano muoia, trovandosene vincolato, egli (il bhikkhu) commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se, per fare una prova, un bhikkhu dà del veleno (o del cibo avvelenato) a qualcuno, che ne muore, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu, con intenzione di uccidere (7), mette in atto un'azione tesa a sopprimere qualcuno, ma, al posto della persona in questione, muore qualchedun'altro, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu dà una medicina (somministrandola lui stesso, oppure no) ad una donna, con lo scopo di farla abortire (che sia, questo, il desiderio della donna, oppure no), ed il bebè nasce vivo, ma la donna soccombe (in conseguenza alla medicina), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 3) — Se un bhikkhu uccide, o fa uccidere (volontariamente) un orco, oppure un peta, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 4) — Se un bhikkhu, con l'intenzione di farsi valere, pretende scientemente e direttamente (senza adoperare un linguaggio velato) - sapendo che è falso — di avere sperimentato, conosciuto o visto uno, o diversi jinana; o uno, o diversi magga; o uno o diversi phala; o uno o diversi abhiñña; o che è stato capace di stroncare i kilesā (o certuni, tra di essi), o che egli è superiore ai (che la sua pratica è superiore ai) dieci puññakiriyavatthu; e si rivolge ad un umano, capace di comprendere il suo linguaggio, ma che, sul momento, non afferra quanto gli viene detto, mentre lo stesso bhikkhu parla così, essendo stato interrogato in proposito, oppure no, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 4) — Se un bhikkhu pretende scientemente e direttamente (senza impiegare un linguaggio velato) — sapendo che è falso — che il bhikkhu Untel (28) ha sperimentato, conosciuto, o visto diversi jinana; o uno, o parecchi magga; o uno, o parecchi phala; o uno, o parecchi abhiñña; oppure che è stato capace di frantumare i kilesā (o qualcuno tra di essi), o che egli è superiore ai (la sua pratica è superiore ai) dieci puññakiriyavatthu, o pretende (allo stesso modo) che questo bhikkhu Untel (28) abbia sperimentato dei fenomeni in relazione a queste realizzazioni; e si rivolge ad un umano capace di comprendere il suo linguaggio, anche al momento; esprimendosi così, dopo essere stato interrogato, o meno, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (pk 4) — Se un bhikkhu pretende scientemente e direttamente (senza adoperare un linguaggio velato) - sapendo che è falso — di avere sperimentato, conosciuto o visto uno, o diversi jinana; o uno, o diversi magga; o uno o diversi phala; o uno o diversi abhiñña; o che è stato capace di stroncare i kilesā (o certuni, tra di essi), o che egli è superiore ai (che la sua pratica è superiore ai) dieci puññakiriyavatthu; o che pretende (allo stesso modo) di avere sperimentato dei fenomeni in relazione a queste realizzazioni; e si rivolge ad un umano, capace di comprendere il suo linguaggio, anche sul momento, mentre lo stesso bhikkhu parla così, essendo stato interrogato in proposito, oppure no, egli commette un thullaccaya.

I thullaccaya relativi ai saṃghādisesa

thullaccaya (sg 1) — Se, con motivazione (lubrica), un bhikkhu si masturba — con qualunque aiuto — senza liberarsi dello sperma, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (se 2) — Se un bhikkhu, con desiderio lubrico, utilizzando una qualunque parte del suo corpo, tocca (9) una donna (10), credendo che si tratti di un paṇḍuka, di un uomo o di un animale, traendone del piacere, sia pure per un brevissimo istante, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 2) — Se un bhikkhu, con desiderio lubrico, tocca (9) un paṇḍuka, una orchessa, oppure una devī, traendone piacere, sia pure per un brevissimo istante, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 2) — Se, con desiderio lubrico, per mezzo di un oggetto in contatto con qualsiasi parte del suo corpo, un bhikkhu tocca (9) qualsivoglia parte del corpo di una donna, prendendovi piacere, sia pure per un brevissimo istante, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 2) — Se un bhikkhu, con desiderio lubrico, tira una corda (una funicella, un canapo, ecc.), o un bastone tenuto da una donna (10), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 3) — Se con desiderio lubrico — con libidine, con un affetto, oppure con depravazione — un bhikkhu si indirizza ad una donna (10) — sapendo che si tratta di una femmina (10) — avendo dei propositi grossolani — rivolti ad una parte situata sotto le clavicole, o sopra i ginocchi, ma esclusi l'ano e la vagina di essa — ed impiegando un linguaggio gratificante, o sgraziato; sollecitando, insistendo, domandando, ridomandando, parlando, dando dei consigli, o insultando; e che questa donna comprenda, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 3) — Se, con desiderio lubrico, un bhikkhu allude in modo diretto all'ano, o alla vagina di una donna (10), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 4) — Se, con desiderio lubrico, un bhikkhu propone (allusivamente, oppure no) ad un paṇḍuka un rapporto sessuale e questo paṇḍuka comprende, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 4) Se, con desiderio lubrico, un bhikkhu propone (allusivamente, oppure no) ad una donna (10) un rapporto sessuale, e questa donna comprende, ma crede che si tratti di un paṇḍuka, di un uomo, o di un animale, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 5) — Se un bhikkhu organizza un incontro tra un uomo ed una donna, allo scopo di una relazione (amorevole, o sessuale) — acciocché un uomo benefici di una sposa, o una donna di uno sposo, o perché un uomo ed una donna si incontrino, non fosse che per un istante (prostituzione, ecc.); accettando di andare ad assumere informazioni; assumendole, ma senza riferirle, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 5) — Se un bhikkhu organizza un incontro tra un uomo ed una donna, allo scopo di una relazione (amorosa, o sessuale) — acciocché un uomo benefici di una sposa, o una donna di uno sposo, o perché un uomo ed una donna si incontrino, non fosse che per un istante (prostituzione, ecc.); accettando di andare ad informarsi, riportando le informazioni, ma senza andare ad assumerle, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 5) — Se un bhikkhu organizza un incontro tra un uomo ed una donna, allo scopo di una relazione (amorosa, o sessuale) — acciocché un uomo benefici di una sposa, o una donna di uno sposo, o perché un uomo ed una donna si incontrino, non fosse che per un istante (prostituzione, ecc.); assumendo informazioni, riportandole, ma senza accettare di andare ad assumerle, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 5) — Se un bhikkhu organizza un incontro tra un uomo ed una donna, allo scopo di una relazione (amorosa, o sessuale) — acciocché un uomo benefici di una sposa, o una donna di uno sposo, o perché un uomo ed una donna si incontrino, non fosse che per un istante (prostituzione, ecc.); accettando di andare ad informarsi, ma, invece, invia un altro bhikkhu ad assumere le notizie e costui le riporta, egli (il primo bhikkhu, come l'altro) commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 5) — Se un bhikkhu organizza un incontro tra un uomo ed un paṇḍuka, allo scopo di una relazione (amorosa, o sessuale) — acciocché un uomo benefici di una sposa, o un paṇḍuka di uno sposo, o che un uomo ed un paṇḍuka si incontrino, non fosse che per un istante (prostituzione, ecc.); accettando di andare ad assumere ragguagli, facendolo e riportandoli — con l'aiuto di un intermediario, oppure no; o se egli (il bhikkhu) fa parte di un gruppo di bhikkhu che agisce in questo modo (accettando di andare ad informarsi, assumendo le notizie e riportandole), anche se lui si è limitato ad accettare, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 7) — Se un bhikkhu accetta di farsi offrire un kuṭī — costruito da uno, o da diverse altre persone, o da lui stesso — destinato a lui, per un dāyakā, senza informarne il saṃgha (14) e senza ottenerne l'autorizzazione, da che la costruzione cominci, prima pure che la prima zolla di terra (o coccio, o tavola, o altro materiale) del kuṭī sia posto, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 11) — Se un bhikkhu tenta di rovinare l'armonia di un saṃgha, o compie deliberatamente qualche cosa che lo possa fare — producendo una delle 18 maniere del tentativo di creare una divisione in seno al saṃgha (19) — gli altri bhikkhu debbono dirgli: "Venerabile, non tentate di nuocere all'armonia del saṃgha, non provate a fare deliberatamente qualche cosa che sia capace di frantumare l'armonia del saṃgha; il saṃgha è solidale, ed è solo quando esso è tale che vi regna la tranquillità, senza liti, e si ci si accorda sul pātimokkha unico, e si vive felici." Se, dopo avere udita per tre volte di seguito questa morale (il bhikkhu che ha tentato di rompere l'armonia del saṃgha), conserva il punto di vista, che lo ha condotto in seno al saṃgha (nel sīmā) per ascoltarla, secondo la corretta procedura, e non lo rigetta — al termine di una lettura della ñatti e di due letture della kammavācā relativa — egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 11) — Se un bhikkhu afferma, o fa parte di un gruppo che dice di essere d'accordo con un bhikkhu che tenta di rovinare l'armonia del saṃgha, o che commette qualche azione suscettibile di interrompere l'armonia del saṃgha, gli altri membri del saṃgha debbono dichiarare a questo bhikkhu: " Venerabile, non parlate così! Questo bhikkhu non è in accordo con il vinaya. Venerabile, non è cosa corretta mostrarsi favorevole ad una divisione del saṃgha. Venerabile, rimanete in armonia con il saṃgha; solo quando il saṃgha è solidale, vi regna la gioia, senza liti, allorché ci si accorda su un pātimokkha unico, e si dimora nella felicità." Se, dopo essersi così rivolti a questo bhikkhu, egli persiste a restare della sua vecchia opinione, gli altri membri del saṃgha debbono ripetergli , sino a tre volte, questa morale. Se, dopo di ciò (il bhikkhu che ha tentato di interrompere l'armonia del saṃgha) non rigetta il suo modo di agire, che lo condusse in seno al saṃgha (nel sīmā) per ricevere la morale, tramite la giusta procedura — al termine di una lettura della ñatti e di due letture della kammavācā in questione — egli commette un thullaccaya.

thullaccaya (sg 12) — Se un bhikkhu rifiuta le osservazioni che gli vengono rivolte in riferimento (alle sue manchevolezze verso dei punti del) pātimokkha, rispondendo così: " Che qualche cosa concernente me sia giusta,oppure no, non lo dite! Astenetevi dal farmi delle correzioni!", gli altri bhikkhu debbono replicare: " Venerabile, non dite che non vi debbono venire rivolte delle osservazioni. Riconoscete solo che è giusto (è bene) farvele. Parlate, in accordo al Dhamma, con gli altri bhikkhu. I quali, anch'essi, si esprimeranno verso di voi, in armonia con il Dhamma. Così, sarà solo scambiandosi mutualmente la morale e sforzandosi di non commettere degli errori che il numero degli uditori (discepoli) di Buddha potrà aumentare. " Dopo di che, se quello persiste, gli altri bhikkhu dovranno farlo rinunciare al suo punto di vista, con l'aiuto della procedura adeguata (21). Se il bhikkhu non abbandona il suo modo di fare, in riferimento alla morale pronunciata per tre volte di seguito, né in riferimento alla ñatti, né alle due letture della kammavācā, egli commette un thullaccaya.

Altri thullaccaya

thullaccaya — Se un bhikkhu, incaricato di presentare il pātimokkha, sapendo che vi sono degli altri bhikkhu, che abitano nello stesso monastero, e non sono presenti, mostra uno spirito di divisione, dicendosi: " Che essi (i bhikkhu non ancora presenti) si perdano! Che restino danneggiati! Che vantaggio offrono, dunque?" — e presenta il pātimokkha (senza attendere), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu invitato, prima di presentare il pātimokkha, supponendo che altri bhikkhu dimorino nello stesso monastero, e che non siano ancora presenti — in ragione di segni diversi, come letti, ciotole, vesti, nissīdana, acqua pulita, locali puliti, rumore di passi, colpi di tosse, starnuti (ecc.), dicendosi, con uno spirito di divisione: " Che essi (i bhikkhu non ancora presenti) si perdano! Che restino danneggiati! Che vantaggio offrono, dunque!" — presenta il pātimokkha (senza aspettare), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu che si appresta a compiere il pavāraṇā, sapendo che altri bhikkhu dimorano nello stesso monastero, senza essere, lì, presenti, dicendosi, con spirito di divisione: " Che essi (i bhikkhu non ancora presenti) si perdano! Che restino danneggiati! Che vantaggio offrono, dunque!" effettua il pavāraṇā (senza aspettare), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu invitato, apprestandosi ad effettuare il pavāraṇā , supponendo che altri bhikkhu dimorino nello stesso monastero, e che non siano ancora presenti — in ragione di segni diversi, come letti, ciotole, vesti, nissīdana, acqua pulita, locali puliti, rumore di passi, colpi di tosse, starnuti (ecc.), dicendosi, con uno spirito di divisione: " Che essi (i bhikkhu non ancora presenti) si perdano! Che restino danneggiati! Che vantaggio offrono, dunque!" — effettua il pavāraṇā (senza aspettare), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se, con desiderio (lubrico), un bhikkhu tocca il sesso di una vacca, commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu procede ad un taglio con il coltello, al livello dell'ano, commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu procede ad un taglio con il coltello, nel raggio di due falangi attorno all'ano, commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu benda una ferita, nel raggio di due falangi attorno all'ano, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu mangia della carne umana commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se, adottando la pratica di coloro che manifestano dei punti di vista errati, un bhikkhu resta senza abiti (nudo), egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se, adottando la pratica di coloro che manifestano dei punti di vista errati, un bhikkhu indossa un poncho in pelle di felino, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu taglia il suo sesso, egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu abbandona uno dei cinque tipi di affari, pertinenti al saṃgha (224) , egli commette un thullaccaya.

thullaccaya — Se un bhikkhu dà ad un altro bhikkhu uno dei cinque tipi di affari, pertinenti al saṃgha (224) egli commette un thullaccaya.


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Origine: Testi in birmano

Autore/traduttore: Bhikkhu Dhamma Sāmi

Traduttore: Guido Da Todi

Data: 2003

Aggiornamento: 29 settembre 2011