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riassunto della pagina

Descrizioni di 4 categorie di persone:

coloro che vanno dall'oscurità verso oscurità,

coloro che vanno dall'oscurità verso la luce,

coloro che vanno dalla luce verso l'oscurità,

coloro che vanno dalla luce verso la luce.

le 4 categorie di persone

L'insegnamento di oggi, che si intitola «i quattro tipi di persone», è un sermone che venne fatto da Buddha all'imperatore Pasenadīkosala, re di Sāvatthi, nell'attuale India del Nord. In questo sermone, Buddha enuncia che esistono degli individui che vanno:

  1. Dall'oscurità verso l'oscurità
  2. Dall'oscurità verso la luce
  3. Dalla luce verso l'oscurità
  4. Dalla luce verso la luce

Dopo, spiega in dettaglio queste quattro categorie di gente.

1. Chi fa parte della prima categoria di persone è nato nel più basso livello di miseria, in condizioni molto inferiori. La sua apparenza è laida, e la sua salute difettosa; può essere cieco, sordo, ebete, gracile. Non possiede i mezzi per sopperire ai propri bisogni; non sazia la sua fame, non fruisce di un'abitazione conveniente, non ha di che vestirsi, non si può lavare regolarmente e non ottiene le cure necessarie per fare fronte alle sue necessità di salute.

Benché nato nella miseria, vive senza rimorsi e si dedica a degli atti insani, come l'assassinio, il furto, la cattiva condotta sessuale, la menzogna, il consumo di bevande inebrianti e produce diversi altri akusala. Questa persona, una volta morta, rinasce nei mondi inferiori; gli inferni, i peta, gli asūra,, o gli animali. Essa è un individuo che va dall'oscurità all'oscurità.

2. Chi fa parte della seconda categoria di persone è nato, come quelli della prima categoria, nella più grande miseria, con ogni difetto fisico ed ogni pena dell'esistenza. Cosciente che le miserabili condizioni che subisce sono il risultato delle sue cattive azioni di una vita passata, si rammarica di questa situazione infelice.

Di conseguenza, si impegna con determinazione nello sviluppo dei kusala: azioni sane, benefiche e generose. Si astiene totalmente dall'uccidere, dal rubare, dalle cattive condotte sessuali, dalle menzogne e dal consumo di alcolici e di altre droghe. Si sforza al meglio che gli sia possibile di usare atti, parole e pensieri che siano sani, costruttivi e benefici. Una persona, essendo giunta così a migliorare gradualmente la sua situazione, rinascerà nelle condizioni più favorevoli, nel mondo dei deva, o come un individuo ricco, che beneficerà di una eccellente qualità della vita. Essa è una persona che procede dall'oscurità alla luce.

3. Chi fa parte della terza categoria di persone è nata in condizioni molto favorevoli, in una famiglia estremamente agiata, di alto rango, ove trascorre un'esistenza lussuosa. Di conseguenza, usufruisce di cibo, alloggio, abiti e cure mediche, senza la minima preoccupazione. Tuttavia, ignora l'esistenza della legge di causa e di effetto; ignora ciò che è buono e ciò che è cattivo.

Quindi, è privo di ogni virtù e non possiede alcuna considerazione, né alcuna compassione per gli altri. Senza vergogna e ritegno, non pensando che al suo profitto individuale, commette ogni sorta di atto malevolo, come l'assassinio, il furto, la cattiva condotta sessuale, l'usare menzogne, il consumo di alcool e di altri prodotti intossicanti. Un simile essere, dopo avere gradualmente deteriorato la propria situazione, piomberà, dopo la morte, nelle più bassa delle esistenze, fra i quattro mondi degli apāya. E' un individuo che va dalla luce all'oscurità.

4. Chi fa parte della quarta categoria è nato, come quelli della terza categoria, in condizioni molto favorevoli, in una famiglia ricca, ove ottiene tutto ciò di cui ha bisogno con grande facilità. Provvisto di saggezza, è consapevole che l'eccellente qualità della vita di cui beneficia è il frutto di azioni sane e positive, prodotte durante un'esistenza precedente.

Per cui si impegna, con determinazione, nello sforzo attivo di produrre dei kusala, per mezzo del corpo, della parola e dello spirito. Si astiene del tutto dall'uccidere, dal rubare, da cattive condotte sessuali, da menzogne e dal consumare alcol ed altre droghe. Si sforza meglio che può nell'usare atti, parole e pensieri che siano sani, costruttivi e benefici. Facendo prova d'amore e di compassione, resta sempre gentile verso il prossimo. Adottando una condotta di vita così pura, la sua situazione non cessa di migliorare. Morendo, accederà ai più alti livelli di esistenza, nel mondo dei deva, o in quello degli uomini. Una tale persona va dalla luce verso la luce.

Invito, adesso, tutti gli yogī qui presenti ad analizzare la loro situazione. Se, oggi, questi yogī dispongono di tutto ciò di cui hanno bisogno, se si trovano in buona salute, e se sono intelligenti, è grazie ai kusala — atti sani e costruttivi — che hanno prodotto durante la vita passata. Se si incontrano oggi in un centro Mahāsī, in un centro in cui hanno la possibilità di addestrarsi convenientemente al satipaṭṭhāna, tramite degli insegnanti competenti e di essere capaci di sviluppare vipassanā, è per le medesime ragioni.

Ecco la ragione per cui noi possiamo dire che voi, gli yogī, siete delle persone che vengono dalla luce e che vanno alla luce. Al fine di rimanere sino alla fine della vita nel rango più nobile dell'esistenza, conviene perseverare senza riposo nel produrre dei kusala. Creando sia delle azioni sane, che insane, non sapremo mai con certezza se siamo destinati alla luce, oppure all'oscurità.

Quando una foglia se stacca dall'alto di un albero, nessuno può sapere se cadrà sulla terra, sull'acqua, dentro un cespuglio spinoso, o nel fango. Nello stesso modo, colui che non è ancora un arahant (qualcuno che ha sperimentato nibbāna) non può mai essere sicuro delle sue prossime esistenze. Solo un arahant può essere certo di procedere sempre verso la luce.

Nell'introduzione al mahā satipaṭṭhāna sutta, Buddha espose i quattro fondamenti dell'attenzione:

  1. kāyānupassanā satipaṭṭhāna: (lo stabilirsi dell'attenzione sui movimenti e sulla materia del corpo)
  2. vedanānupassanā satipaṭṭhāna: (lo stabilirsi dell'attenzione sulle sensazioni)
  3. cittānupassanā satipaṭṭhāna: (lo stabilirsi dell'attenzione sugli stati di coscienza e sui pensieri)
  4. dhammānupassanā satipaṭṭhāna: ( lo stabilirsi dell'attenzione su fenomeni, come la visione, i suoni, gli odori, i gusti, il toccare)

Ci insegna che gli yogī che si allenano con sforzo e perseveranza sino allo sviluppo completo di vipassanā, attraverso la sperimentazione dei quattro satipaṭṭhāna, potranno realizzare con successo la conoscenza di magga(nibbāna)in questa stesa vita. Perciò, conviene che ogni yogī si disciplini con zelo e con l'aiuto di uno sforzo e di una determinazione sostenuti, sino alla conoscenza di magga.

Gli yogī, soprattutto, non dovrebbero negligere questa rarissima occasione di aver potuto incontrare il sāsana (l'insegnamento di Buddha) ed ogni altra condizione necessaria per esercitarsi in vipassanā, sino alla conoscenza di magga.

Solo giungendo alla conoscenza di magga lo yogī non può più produrre atti malsani e, di conseguenza, acquista la certezza di rinascere nella luce dei mondi superiori. In quelle condizioni possono venire prodotti solo degli atti sani e positivi; ed ecco perché lo yogī realizzerà, presto o tardi, il nibbāna: la cessazione completa e definitiva della sofferenza.

Così, unicamente quando sarà dotato di un fede solida verso il Dhamma (saddhā), e darà prova di uno sforzo colossale e di una potente determinazione, lo yogī potrà liberarsi di ogni malvagia produzione di azione, di parola e di intenzione. Attraverserà, allora, le conoscenza di vipassanā, sino a raggiungere maggañāṇa, la conoscenza che conduce irrimediabilmente all'esperienza di nibbāna.

Possano tutti gli yogī educarsi con sforzo, perseveranza, determinazione a vipassanā satipaṭṭhāna bhāvanā, in maniera sostenuta, evitando ogni interruzione, e pervenire, allora, nel più breve periodo di tempo, alla nobile pace del nibbāna.

sādhu! sādhu! sādhu!


info su questa pagina

Origine: Insegnamento dato al centro Mahāsī di Yangon (Birmania)

Autore: Venerabile Jaṭila

Traduttore: Guido Da Todi

Data: Marzo 2003

Aggiornamento: 29 settembre 2011