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riassunto della pagina

Presentazione dei 4 aspetti essenziali per la riuscita nella pratica del Dhamma:

vivere in un luogo adatto, beneficiare dell'aiuto di un saggio, sviluppare un comportamento virtuoso, compiere solo delle azioni sane.

le quattro ruote propizie

L'insegnamento di oggi ci conduce sulle quattro ruote propizie. Nel Satuka Aṅgutthora Nikaya (capitolo del suttanta) è presente un insegnamento nel quale Buddha dice:" O Monaci! Esistono quattro ruote propizie che debbono essere compiute prima di divenire saggio, nobile e reputato nella vita presente e nelle vite future."

Tutti vorrebbero essere ricchi, celebri e beneficiare di una florida situazione. Per realizzare questi desideri, è conveniente dotarsi delle quattro ruote propizie. Chi possiede queste quattro benedizioni può considerarsi persona nobile ed intelligente. Per raggiungere la gloria ed ottenere una situazione confortevole, ognuno necessita delle quattro ruote propizie, senza che nemmeno una di esse faccia difetto. Prendiamo l'esempio di una vettura: questa può pure avere una bella carrozzeria, un motore brillante ed uno chassis robusto; tuttavia, se le ruote mancano, essa non potrà spostarsi di un centimetro. Anche se un solo pneumatico manca, oppure è sgonfio, la macchina non potrà muoversi in modo corretto. Proprio come una vettura completa ed in buono stato, che si può condurre e con la quale andare non importa dove, chi è dotato delle quattro ruote propizie può aspirare a divenire celebre ed intelligente, non soltanto in questa vita, ma anche nelle successive, sino alla realizzazione finale che è il nibbāna.

Ecco quali sono le quattro ruote propizie:

  1. patirūpadesavāsa: vivere in un luogo conveniente
  2. sappurisā vassaya: beneficiare dell'aiuto e dei consigli di una persona nobile
  3. attasammāpaṇidhi: comportarsi da persona nobile
  4. pubbecakatapuññatā: sforzarsi di essere una persona che compie solo degli atti sani

1. patirūpadesavāsa

La prima ruota propizia è definita come il luogo di vita conveniente, appropriato. Bisogna avere la possibilità di ottenere senza difficoltà le cose necessarie alla vita, come l'alimentazione, l'alloggio, il vestiario, l'igiene e l'educazione. Bisogna anche vivere in un clima appropriato, o avere la possibilità di proteggersi se il clima è difficile. Molte persone menano un'esistenza sfortunata. Per alcuni, anche l'essenziale — come il cibo, l'acqua o l'alloggio — è difficile da ottenersi. Certuni non possono neppure disporre di acqua potabile. Costoro lottano costantemente per la sopravvivenza. Come si può, in simili circostanze, tendere ad una vita nobile ed alla prosperità economica? Per diventare una persona istruita nelle arti, nelle scienze, o nella tecnologia si ha il bisogno di un sistema di insegnamento provvisto di buone comodità. Per avere una buona salute, è necessario un accesso facile ai dottori, ai dentisti, agli ospedali, ecc. Un ambiente che offra tutte queste possibilità sociali, educative, mediche, economiche e di comunicazione è un ambiente conveniente. Tuttavia, anche nelle società più prospere, le persone spesso sono incapaci di essere soddisfatte della loro esistenza.

V'è un secondo aspetto molto importante; beneficiare di tutte le necessità che permettano di lavorare per migliorare la propria vita non è sufficiente. Bisogna anche possedere i mezzi di lavorare per il proprio sviluppo mentale; fatto che migliorerà le condizioni di tutte le vite future nel ciclo delle rinascite (saṃsarā). Quindi, bisogna avere l'occasione di praticare dāna (la generosità), sīla (la virtù) e bhāvanā (la concentrazione), che rappresentano il veicolo che trasporta verso le esistenze confortevoli, attraverso le vite future. L'occasione di praticare così si ottiene esclusivamente in un periodo ove fiorisce il buddha sāsana. In tale periodo è possibile trovare degli individui degni verso i quali praticare la generosità, è possibile rinvenire degli insegnanti virtuosi che incoraggiano ad osservare una moralità pura, e degli istruttori capaci di spiegare come allenarsi allo sviluppo della concentrazione.

Un luogo conveniente si definisce tale quando vi fiorisce il buddha sāsana e dove i bisogni vitali sono facilmente accessibili. In tale ambiente si può ottenere, senza troppe difficoltà, un'alimentazione appropriata ai bisogni del corpo, un alloggio decente, degli abiti adatti e le cure mediche richieste dalla salute. Godendo di questi elementi essenziali, ciascuno si trova in gado di sviluppare dana, sīla con l'aiuto dei nobili consigli delle persone ben stabilite nella virtù, e bhāvanā grazie alle istruzioni fornite da degli esperti in materia. Beneficiare dell'aiuto e dei consigli di una persona nobile costituisce l'oggetto della seconda ruota propizia.

2. sappurisāvassaya

Nella vita è molto importante avere dei genitori nobili e frequentare delle persone dignitose, virtuose, dal cuore puro, che si tratti di insegnanti, di amici, ecc. Le persone che costituiscono l'ambiente degli esseri ragionevoli ed onesti sono, in genere, anch'esse ragionevoli ed oneste. Al contrario, è molto difficile divenire nobili se il proprio entourage è costituito da gente disonesta, malsana,ecc. Un proverbio birmano dice:" Chi vive tra i cacciatori, diverrà cacciatore; chi vive tra i pescatori, diverrà pescatore."

Un giorno, il Venerabile Ananda disse a Buddha:" Venerabile Buddha, penso che se si frequenta un amico nobile, la via della saggezza è già a metà realizzata." Il Beato corresse così il ragionamento di suo cugino:" Caro Ananda, se si frequenta un amico nobile, la via della saggezza non è stata percorsa a metà; ma, interamente."

La storia d'Aṅgulimāla illustra bene l'importanza qualitativa delle proprie frequentazioni. Aṅgulimāla — che significa "ghirlanda di dita" — sotto l'influenza di un cattivo maestro, e lui stesso condizionato da punti di vista errati, uccise pressoché mille persone, per impadronirsi delle loro dita indici. Gli akusala che produsse furono, allora, immensi. Poiché gli mancava ancora un dito, decise di andare ad uccidere la propria madre. Chiunque uccida sua madre rinasce inevitabilmente nell'inferno avitchi, che corrisponde alla più dolorosa esistenza dell'intero saṃsarā. Quando Aṅgulimāla si trovò sul punto di uccidere sua madre, Buddha venne presso di lui. Riuscendo a farlo ragionare, il Beato gli evitò il peggio. In più, Aṅgulimāla acconsentì di allenarsi al satipaṭṭhāna, secondo le istruzioni dategli da Buddha. E poco tempo dopo, pervenne allo stadio di arahant. Questa storia sottolinea al'importanza di chi si frequenta e mostra con chiarezza che un essere nobile e virtuoso può sia evitare delle condizioni spiacevoli ad una persona, che aiutarla a beneficiare delle condizioni e delle realizzazioni più nobili.

3. attasammāpaṇidhi

La terza ruota propizia consiste nel mantenere il comportamento di un individuo nobile. I puthujjana (gli esseri ordinari) posseggono sovente una naturale tendenza alle azioni, parole e pensieri malsani. Per astenersene, il ritegno costituisce il solo rimedio. I consigli degli esseri nobili aiutano ad adottare una giusta attitudine. Tuttavia, se si è carenti di riserbo, si avrà sempre la tendenza a lasciarsi andare a degli atti negativi ogni volta si sfugga all' influenza di questi ultimi. Il riserbo è dunque il rimedio estremo per evitare le azioni, le parole e i pensieri malsani.

Tramite uno sforzo vigoroso, è possibile salire alla sommità di un palo; ma, restarvi per un lungo periodo è una cosa più difficile. Bisogna impegnarsi duramente per divenire ricco, celebre o per ottenere un posto importante come presidente, o ministro. Tuttavia, conservare un simile stato è un fatto estremamente difficile. Sono necessari molto ritegno ed integrità per mantenere la propria reputazione. Quest'ultima può venire custodita pensando a quella della propria famiglia. Ognuno ha il dovere di proteggere il buon nome dei propri parenti, ascendenti ed amici. Si può dare prova di discrezione pensando:" i miei ascendenti sono noti per essere delle persone virtuose ed oneste; se commetto delle cattive azioni, la reputazione della mia famiglia ne sarà offuscata". Si può pensare anche alla propria nomea, dicendosi:" se commetto dei misfatti, tutti mi biasimeranno e parleranno male di me; la mia considerazione sarà allora rovinata".

Ai tempi di Buddha viveva un certo Devadatta, che, provenendo da una famiglia reale, entrò come bhikkhu nel buddha sāsana. Questo monaco viene seguito anche oggi da una notorietà molto negativa, poiché in preda a desideri malsani, commise delle azioni tra le più malvagie. Determinò, notoriamente, uno scisma nel saṃgha, spinse il principe Ajātasattu ad uccidere suo padre, il re Bimbisāra (che era un sotīpana) e tentò pure di uccidere Buddha. Queste azioni lo hanno condotto alla peggiore rinascita: l'inferno avitchi.

Prima di integrarsi nel saṃgha, i Venerabili Sāriputtarā e Moggalāna furono degli adepti della setta dei Paribājaka. Di conseguenza, adottarono i principi di attasammāpaṇidhi e realizzarono lo stato di individui nobili. Furono ambedue molto determinati a trovare la liberazione dalla sofferenza. Dopo avere studiato il Dhamma sotto l'insegnamento del Venerabile Assaji — uno dei cinque primi discepoli del Buddha — realizzarono rapidamente lo stato di sotīpana, e, poco tempo dopo, quello di arahant. Le qualità eccezionali che possedevano valsero loro il titolo di aggasāvaka; fatto che indica che essi furono i due individui più realizzati di questo sāsana, solo dopo Buddha.

4. pubbecakatapuññatā

La quarta ruota propizia è pubbecakatapuññatā, che sta ad indicare l'esclusivo accumulo di azioni sane. Chi si è dedicato a delle azioni ignobili durante la sua vita precedente trascorre oggi la vita miserabile di un animale, come un cane, un maiale o una vacca, di un peta, di un asura, di un essere degli inferni, o, nel migliore dei casi, di un umano in situazione dolorosa. All'inverso, colui che si è dato a delle azioni buone nella sua vita precedente, mena, oggi, la felice esistenza di un umano, in situazione favorevole, o di un deva. Chi beneficia in questa vita presente di condizioni favorevoli può garantirsi delle esistenze altrettanto confortevoli nelle sue future rinascite, se continua durante l'intera vita a non fare che delle azioni armoniose e costruttive.

Questa, la ragione per cui è fondamentale sviluppare continuamente dei kusala. Per colui che dà origine a poche, o ad alcuna azione buona durante la sua esistenza, sarà molto difficile rinascere nel mondo umano; egli andrà molto probabilmente in uno dei quattro mondi inferiori. Colui che ha cura di astenersi da atti impuri, a favore di quelli puri ha la garanzia di nutrire sempre la sua fame e di ottemperare a tutti i suoi bisogni, senza avere delle grandi difficoltà. Beneficiando di queste condizioni, si troverà in grado di sviluppare sīla. Una volta ben radicata sīla, egli sarà adatto ad iniziare bhāvanā. Con l'aiuto di vipassanā bhāvanā, potrà realizzare il nibbāna. Per questa ragione è opportuno creare di continuo delle azioni benefiche, con fiducia e diligenza, per realizzare la quarta ruota propizia.

Così, gli yogī oggi sono qui, perché hanno creato convenientemente dei kusala in passato. Beneficiano di ogni necessità vitale — cibo, alloggio, vestiario, cure mediche — con facilità (patirūpadesavāsa), e sono in contatto con il buddha sāsana.Vengono inquadrati da istruttori di vipassanā competenti e da nobili amici (sappurisāvassaya). Adottano, di conseguenza, i comportamenti sani di una aristocratica persona (attasammāpaṇidhi). Sono, quindi, riunite tutte le condizioni affinché essi si lascino attivamente andare allo sviluppo sostenuto dei kusala: dāna, sīla e bhāvanā (pubbecakatapuññatā).

Avendo completamente realizzato le quattro ruote propizie, gli yogī che si trovano qui hanno, quindi, la preziosa fortuna di beneficiare di ogni fattore necessario allo sviluppo delle conoscenze di vipassanā. Possiate voi tutti essere capaci di raggiungere il più rapidamente ed il più facilmente possibile queste conoscenze di vipassanā, sino a magga e phala ñāṇa,che costituiscono nibbāna, la cessazione definitiva di tutte le sofferenze del saṃsarā.

sādhu! sādhu! sādhu!


info su questa pagina

Origine: Insegnamento dato al centro Mahāsī di Yangon (Birmania)

Autore: Venerabile Jaṭila

Traduttore: Guido Da Todi

Data: Marzo 2003

Aggiornamento: 29 settembre 2011