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Vista d'assieme sulle diverse maniere di meditare, con la spiegazione di come orientare la propria scelta verso un metodo, oppure verso un altro
Buddha ci ha insegnato che un insegnamento può portare dei risultati solo se esso includo gli otto elementi del cammino ottuplice, del quale fanno parte la stabilità dello spirito e la vigilanza del presente, e se, contemporaneamente, ognuno di essi viene esposto in modo corretto. Importante è, quindi, cogliere questi otto costituenti.
Il cammino ottuplice è una password di 8 caratteri, che permette di spalancare allo spirito il portale della realtà. Se uno solo di questi "caratteri"manca, oppure non è corretto, la "pagina" nibbāna non si apre.
Se si dovesse schematizzare la meditazione, potremmo interamente ridurla a due elementi: samadhi e sati (la stabilità dello spirito e la vigilanza). E'solo quando questi due elementi sono sviluppati in modo corretto che la meditazione può portare a realizzare il Risveglio.Di conseguenza, benchè ogni meditazione abbia un inizio differente, la maggior parte dei metodi conduce alla medesima Liberazione.
Per eliminare del tutto le impurità dello spirito, abbiamo bisogno sia di un arma samadhi ben potente, che di munizioni sati molto penetranti. Un' arma scarica può spaventare un nemico, ma egli finira per attaccarci senza che noi ce ne accorgiamo.Delle munizioni, lanciate con le sole mani, possono colpire, certamente, un nemico, ma soprattutto farlo ridere.
Ora sappiamo che è necessario coltivare nel contempo sia la stabilità che la vigilanza. Cosa è che bisogna praticare in primo luogo? La stabilità La vigilance ? Oppure tutte e due assieme?
Sta solo a voi stessi deciderlo.Ciò che è meraviglioso nel Dhamma è che non è possibile lavorare "sopra le righe"; il che conduce all'intera diversità e al ricchezza dei molteplici appprocci alla meditazione. La scelta della meditazione si fa in funzione delle proprie attitudini, delle proprie affinità.
Alcuni, dotati di una naturale disposizione alla tranquillità interiore, si sentiranno più adatti ad iniziare il loro allenamento con una meditazione di tipo samatha. Il vantaggio di questa scelta è la possibilità di ottenere una fermezza della coscienza così potente, che la visione interiore diviene, alla volta, facile e molto profonda.
Altri, generalmente troppo dediti al pensare, o poco abili, in un modo o nell'altro, all'acquisizione di una calma interiore, si dedicheranno, innanzitutto e piuttosto, ad una meditazione di tipo vipassanā. Il vantaggio di questa opzioone è lo sviluppo della Saggezza sin dagli inizi.
Per possedere un'arma carica, si può iniziare, prima, con il comprarla, senza le sue munizioni; oppure, pensare inizialmente a queste ultime ed in un secondo tempo all'altra; oppure, utilizzarle ambedue, assieme. Ciò che importa non è l'acquisto contemporaneo degli elementi di codesta arma, quanto apprendere a servirsene correttamente (non sparare a salve).
Samatha, che significa "calma", indica l'aspetto della stabilità spirituale, o la capacità di rimanere assorti nell'oggetto pensato.
Vipassana, che vuole dire "visione profonda",indica indica l'essere vigili nel momento presente: o, la propria capavità di conoscere pienamente l' oggetto, in piena coscienza.
I diversi insegnamenti sulla meditazione propongono, dunque, questi due elementi (samadhi e sati), ognuno combinato a propria scelta.
Così, certi metodi (o "approcci") richiamano samatha, sino ad ottenere un livello di stabilità più o meno elevato, prima ancora di passare a vipassanā, per sviluppare la vigilanza, sino al Risveglio.
Ci si potrebbe chiedere come mai un metodo che parli solo di "vipassanā diretto", senza dare alcun cenno a"samatha"potrebbe costituire un sentiero diretto, che porta all'Illuminazione. Quando gli istanti di sati (la vigilanza) vengono ripetuto in maniera costante, anche se l'oggetto di osservazione cambia costantemenbte, ecco che un samadhi (stabilité),"istantaneo"- ma profondo - si manifesta simultaneamente. Esso è incluso, senza sforzi supplementari.
Immaginiamo che un cuoco - molto conosciuto e con deliziose specialità - vi serva una pietanza dai sapori celestiali, che riesca ad incantare al massimo il vostro palato. Ebbene, se egli vi raccomandasse di non mangiare altro che codesta, ogni giorno, seguireste il suo consiglio, non nutrendovi di altro? Certamente no; consumereste, invece,alimenti di varia natura, in funzione delle vostre necessità,momento per momento, senza porvi dei grandi interrogativi.
In maniera simile, fissarsi su di un solo modo di meditare, sia pure lo trovassimo il migliore per noi, non sarebbe la giusta scelta. Cambiare la propria meditazione - oppure, il suo oggetto - secondo il periodo, o, anche, il momento della giornata, risulteràricco di benefici. Fra l'altro:
Un buon soldato non si accontenza di una sola arma. Egli adopera un fucile d'assalto per i combattimenti ravvicinati, un revolver silenzioso per le operazioni di sorpresa, un lancia granate per i grossi ostacoli...
Indirizzi dei centri di meditazione
Praticare in funzione della propria personalità (sito esterno). Sunto:
Domanda:Voi affermate che esistono numerose maniere efficaci di praticare. Cosa dobbiamo pensare dei maestri che affermano che il loro metodo è il solo conforme alla Via di Buddha, e che le altre pratiche non conducono al risveglio?
Risposta: L'assieme delle pratiche buddiste può riassurmersi in una sola frase: non attaccarti a nulla.
Succede che delle persone, anche molto sagge, siano ancora avvinte al sistema che ha loro permesso di progredire. Esse non sono ancora distaccate dal medesimo, e neppure dal loro proprio maestro.
Non hanno compreso quel che è comune a tutte le nostre pratiche. Tuttavia, non si tratta di cattivi maestri. Bisogna soltanto sforzarsi di non giudicarli e di non idealizzare l'immagine del maestro stesso.
La saggezza non è qualcosa di concreto a cui ci si possa agganciare; e non può emergere se non in assenza di attaccamento.
Ecco qui (in fondo alla pagina) i principali metodi di meditazione, ordinati a partire da quella "più samadhica", sino alla "meno samadhica"; ovvero, dalla meditazione che richiede, come base, il più alto grado di samatha, sino a a giungere alla vipassanā "più pura".
| Metodo | Grado di samatha | Oggetti | Descrizioni | Luoghi e Siti web | |
|---|---|---|---|---|---|
| Pa Auk | Tutti gli jhanas, su diversi oggetti. | Quasi tutti i kammatthana | Molto tecnico, basato sull’abhidhamma. | Birmania [Mawlamyine, Maymyo, Yangon…], Malesia, Sri Lanka… paaukforestmonastery.org/index.htm | |
| Ajahn Brahm | Tutti gli jhanas. | anapana | Perfezione dell'jhana. | Perth (Australia).ajahnbrahm.org | |
| Upasaka Culadasa | Tutti gli jhanas. | anapana | Pone l’accento su sampajañña, anche per sviluppare samatha. | TCMC (EU, Tucson, Arizona).http://dharmatreasure.com | |
| Vimalaramsi | Tutti gli jhanas. (leggeri). | metta | Enfasi sul fatto di rilassare, continuamente, il proprio corpo e lo spirito. | DSMC (EU, Missouri).http://www.dhammasukha.org | |
| Myay Zin | nimitta | anapana, metta, maranasati, buddhanussati | Vista a distanza, levitazione, vite passate. | Yankin Taung, presso Mandalé (Birmania). | |
| Goenka | Qualche giorno, a seconda delle proprie capacità. | anapana | Corso limitato a 10 giorni, per i principianti | Numerosi paesi (sede principale in India) mahi.dhamma.org | |
| Mogok | Leggero | anapana | Necessita di una buona conoscenza teorica sulla ronda delle rinascite. | Ovunque, in Birmania, Regno Unito. | |
| Mahasi | Molto leggero. | Movimento dell’addome e dei passi. | Alternanza con la marcia. Lentezza costante in ogni movimento. | Numerosi paesi (sede principale a Yangon, Birmania). mahasi.org.mm | |
| Vimalakirti | Nessuno. | Insegnamento dato dai laici. | Ginevra (Svizzera). vimalakirti.org | ||
| Shwe Oo Min | Nessuno. | L’accento è posto su quanto lo spirito conosce al momento. | Centro nella campagna di Hmaubi, presso Yangon (Birmania).sayadawutejaniya.org/meditation-center/ | ||
Questa lista delle principali maniere di meditare non è né esaustiva, né categorica. Il suo scopo è quello di offrire una vista di assieme chiara e rapida su metodi citati, evidenziandone le principali differenze.
Origine: Testo scritto per il sito
Autore: isi Dhamma
Traduttore: Guido Da Todi
Data: 9 marzo 2012
Aggiornamento: 9 marzo 2012