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1) Verifica le tue condizioni fisiche e mentali, prima della seduta.
2) Verifica e dai un giusto assetto alla tua meditazione, durante e dopo la seduta.
3) 4 diversi metodi per verificare la propria respirazione quando lo spirito vagabonda.
4) Come sapere se abbiamo avuto una meditazione corretta?
6) Quali sono le cause giuste ed errate di samatha?
7) Quanti tipi di samatha esistono?
8) Cosa dovresti fare, prima della meditazione?
9) Cosa dovresti fare con il tuo spirito durante la meditazione?
10) Cosa dovresti fare per migliorare la tua meditazione?
11) Cosa dovresti fare prima di terminare la tua meditazione seduta?
12) Quali sono le qualità di un buon istruttore?
Lettera scritta al monastero della foresta Pa Auk (Birmania) dalla monaca Mettā Theri (taiwanese) a suo marito (francese), allora monaco (nello stesso monastero, ma nel settore "uomini"), per incoraggiarlo nella sua pratica.
Ecco una lettera scritta da una monaca a suo marito, per aiutarlo nella meditazione. Durante la loro esperienza della vita monastica essi si trovano isolati uno dall'altro, e risiedono in due parti opposte di un vasto monastero.
Nelle tue lettere parli molto di meditazione, per la quali ti stai duramente allenando. Vorrei aiutarti, come tu fai sempre con me.
(...)
Non avevo compreso la differenza tra "meditazione" e "meditazione giusta", sino a quando non venni qui e lessi certi libri.
(...)
Basandomi su quello che avevo compreso e sulle esperienze della mia propria pratica, ho redatto, qui, qualche indicazione, di cui alcune potrebbero esserti utili.
In primo luogo, se lo puoi fare, va a trovare il tuo istruttore di meditazione quanto sovente tu puoi. Ascoltare l'altrui esperienza è una cosa, ma la pratica di ognuno è diversa. Così, anche se poni la stessa domanda all'istruttore, egli potrebbe fornirti una risposta del tutto diversa, che potrebbe essere valida per te; chi sa. Perchè essa terrà conto della tua reale situazione, delle tue paramita, del tuo carattere.
Voi occidentali preferite lavorare da soli, in genere. Vi chiudete, parlate poco. Ora, la riuscita passa attravereso l'struttore di meditazione. Importa consultarlo regolarmente.
Eccoti, dunque, le mie indicazioni...
Migliorare la propria meditazione, ottenere un buon samatha e sviluppare la saggezza, dipende da molte cose. Principalmente dalla nostra attitudine a meditare e dalle pāramī delle vite passate; ma, anche dal nostro sīla, dal nostro vīriya, dalle nostre condizioni fidiche e mentali, dal nostro carattere, dalla nostra guida, dal clima, dall'ambiente, dal cibo dagli amici del Dhamma. Se uno di questi fattori viene a amncare, ti sarà difficile progredire nella tua pratica.
Con l'implicazione di tutti questi fattori è naturale che tanti meditanti stagnino per la maggior parte del tempo. E' troppo facile puntare il dito su di una mancanza di pāramī. Dovresti considerare l'intensità del tuo lavoro, ma in modo corretto e con l'accordo della "via di mezzo".
Se entri nella sala di meditazione senza alcuna preparazione e cominci a meditare, la tua pratica potrebbe non risultare effettivamente benefica. Dovresti, intanto, sviluppare un'attitudine giusta prima di ogni seduta, per tutto il tempo.
Se il tuo corpo è affaticato, malato, teso, ecc. dovresti fare un pò di esercizio (come una marcia meditativa) per rilassarti, invece di sederti subito.
Come verificare se il tuo corpo è pronto per la meditazione?
Tu, puoi cercare il tuo sistema personale (per esempio, prosternarti lentamente). Se questo non funziona dopo avere provato diversi metodi, puoi andare a fare un giro fuori; poi, tornare a ricominciare.
Allo stesso modo, se il tuo spirito è teso, ansioso, ecc. (poiché nutri certe attese da questa seduta), non dovresti meditare subito.
Come verificare se la tua amente è pronta per la meditazione?
Se questo non funziona, può ricordare le 4 Nobili Verità, o leggere qualche storia di Buddha (...). A causa della sensazione di rispetto verso Buddha, il tuo spirito diverrà calmo.
Altrimenti, siediti ed apprezza la bellezza della statua di Buddha della tua sala di meditazione. Dopo di ciò, dovresti essere preparato a meditare.
Mentre ti prosterni, o mediti, puoi immaginare Buddha, in piedi, davanti a te, o in meditazione, e la tua mente si troverà pacificata e concentrata.
Qualunque sia il livello di meditazione raggiunto, ogni meditante deve conoscere a mente i 5 indriya e i 7 fattori di risveglio. Solo quando essi saranno equilibrati, la tua meditazione potrà proseguire.
"Lancia" il tuo cuore sul tuo oggetto di meditazione, come si getta una pietra in un lago. E' necessario accrescere il nostro sentimento sull'oggetto, così lo spirito non vagabonderà più.
Da parte mia, mi chiedo, di tanto in tanto: "Ma, la respirazione se ne sta con te?"
Se il tuo spirito gironzola, compi 8 respirazioni, per farlo lentamente ritornare alla calma.
L'oggetto della meditazione ānāpāna è costruito a partire da un concetto mentale; è prodotto dallo spirito (citta). Se hai dei dubbi, oppure non credi a quello che tu fai, la mente nbon funzionerà e tu non otterrai nimitta. La fiducia è determinante per il tuo successo.
Bisogna, perciò, trattare l'oggetto della mediazione intelligentemente (pañña), con un'attitudine giusta e con pazienza.
(...)
Se produci troppo sforzo, la tua mente si agita, immagazzini dello stress, il corpo diviene teso, sviluppi molta attenzione per qualche cosa, ecc. Qualunque cosa tu ottieni dalla tua meditazione, devi restarne soddisfatto, accettarlo per quello che è.
(...)
Se il tuo spirito vagabonda per tutto il tempo, puoi aiutarlo a calmarsi praticando dhamma vicaya, vīriya e pīti. Puoi anche immaginare il sole che si corica all'orizzonte, l'oceano... Ne guadagnerai in calma e in gioia.
Appena lo spirito ritroverà un buon equilibrio, ritorna sulla tua respirazione.
Sicuramente, tu conoscia già tutte queste cose. Ma, sei sicuro di praticarle quotidianamente?
Una citazione del libro "I grandi discepoli di Buddha" dice: "Se il tuo spirito si accompagna sempre a degli oggetti esterni, non vedrai che infelicità. Se, al contrario, funziona con degli oggetti interiori(oggetti di meditazione), incontrerai solo felicità."
Ecco i quattro aspetti menzionati da Buddha: ti permetteranno di misurare il tuo livello di concentrazione.
Importante: se la meditazione è soddisfacente, non verificare la tua respirazione e non applicare questi metodi. Tutto ciò vale solo se hai problemi con la tua concentrazione.
E' curioso come noi conosciamo tutte queste teorie, e quanto le seguiamo male.
| Meditazione corretta | Meditazione scorretta | |
|---|---|---|
| A | Senti il tuo spirito e la tua energia ritornare nel medesimo stato precedente alla sessione. | Cerchi di dimenticare il tuo oggetto di meditazione, ma esso resta. Sotto controllo, la tua mente ricade con facilità in samatha. Mal di capo. |
| B | Possiedi energia per un'altra sessione | Sei troppo affaticato per fare una sessione |
| C | Il tuo corpo è attivo, il tuo spirito è tranquillo e sereno | Il tuo spirito punta in qualche direzione. Sembri in pace, ma la tua mente tende ad agitarsi. |
| D | La tua mente è limpida. | Non riesci a pensare in modo conveniente, sopratutto per analizzare un problema di fondo. |
| E | Tu sei concentrato. Difficile interrompere questa concentrazione. | Ti senti distante dall'esterno. Difficoltà a focalizzarti. |
| F | Sei presente in modo efficace. | Hai lo spirito assente. Sei poco concreto. |
| G | Ti senti equilibrato. Hai il controllo del tuo spirito. Sei più tollerante. | Sei facilmente irritabile; non controlli il tuo spirito. |
| H | Hai dell'armonia nelle tue emozioni. | Ti senti perso; hai poca armonia. |
(...)
Dovresti imparare a come sentirti bene, prima di ogni meditazione. Soltanto con una mente distesa si può gioire di una valida meditazione ed trarne il migliore profitto.
Il punto chiave non è quello di riportare il tuo spirito che girovaga sull'oggetto della meditazione, quanto quello di assaporarla in ogni istante. Quando la apprezzi, ti senti felice; e più ti senti felice, più la tua meditazione si amplia, e meno il tuo spirito è incline a disperdersi, oscillare, ecc.
| Samatha giusto | Samatha errato |
|---|---|
| Il tuo spirito si è liberato da ogni attaccamento verso i cinque aggregati. Esempio: tu sei molto più spinto ad aiutare gli altri. | Il tuo spirito è preoccupato dai cinque aggregati. Esempio: la tua pratica rimane centrata su di un sè autonomo; tu sviluppi un attaccamento profondo per un buon risultato. |
| Il tuo atteggiamento è piacevole, gradevole, ti senti in pace. Esempio: quando mediti in modo appropriato, adatti le tue ore di assise, secondo il conforto del tuo corpo, e conservi una mente equilibrata ed armoniosa. | Ti senti a disagio, non stai in pace. Esempio: ti forzi a restare seduto più a lungo, senza pensare al conforto del tuo corpo. Tensione, mal di capo. |
| La causa immediata (di samatha) è quella di essere felice, senza attaccamenti. | Non sei felice, perchè hai sviluppato dell'attaccamento e dello stress. |
Il punto chiave
Può accadere che tu faccia l'esperienza di una meditazione corretta, ma fai bene attenzione che il beneficio che ne trai sia basato sul lasciar andare e non sull'attaccamento, o sul desiderio.
(la tappa più importante per i debuttanti)
Se "esperienza" risulta più importante di "libero" lo spirito tende ad agitarsi.
Se "libero" è più importante di "esperienza", lo spirito tende a sonnecchiare.
La maggior parte dei meditanti spende molta energia e tempo per entrare e stabilizzarsi in samatha. Tuttavia, di rado pratica il come uscirne, quando la sessione finisce. Alcuni non possono neppure dormire di notte, perchè il loro spirito se ne sta in samatha.
Per evitarlo, è opportuno aiutare il nostro spirito ad uscire da samatha alla fine della seduta. Metodo:
Sei, allora, uscito da samatha.
Prima di alzarti, pensa a:
(...)
(...)
Ciò, può essere causato da una delle seguenti ragioni:
Ecco, la parte noiosa è terminata. Spero che quanto scritto ti aiuterà, più o meno.
(...)
A tuo nome, ho offerto al mio istruttore qualche incenso anti zanzare. Possa questo merito contribuire a farti superare gli ostacoli che ancora restano in te e farti giungere al successo.
Sii felice.
(...)
Ricordati: fai del tuo meglio, ma senza cadere nell'eccesso. Ora, sono le 22h30; dovrei andarmene a letto.
(...)
La tua piccola + umile + sposa fiduciosa
Origine: lettera manoscritta in inglese
Data: Agosto 2010
Autore: Monaca Mettā Theri
Traduttori: Monaco Nibbána Gavesaka (destinatario della lettera) e A7 Dhamma
Aggiornamento: 29 settembre 2011