Cliccate qui per visualizzare normalmente la pagina (in configurazione e grafica). Se non ci riuscite, controllate che il vostro navigatore accetti JavaScript e supporti i CCS. Vi raccomandiamo un navigatore, che rispetti gli standard, come: Google Chrome, Firefox, Safari...
Il termine pali "nesajjika" significa "colui che ha l'abitudine di restare seduto".
"nissīda" = "postura seduta.
Il bhikkhu che prende l'abitudine di rinunciare alla postura allungata, adottando solo quelle seduta, in piedi e in marcia, viene chiamato "nesajjika". Quando tale pratica viene correttamente applicata, con costanza e diligenza, con la determinazione di non romperla, si dice che vi è "nesajjikaṅga" (stato mentale di rinuncia alla postura allungata).
Per adottare questo dhutaṅga è opportuno pronunciare la seguente frase, sia in pali, che nella lingua di propria scelta...
«seyyaṃ paṭikkhipāmi, nesajjikaṅgaṃ samādhiyāmi.»
"Rinuncio alla postura allungata; mi abituerò a rimanere sempre seduto (per il riposo)".
Secondo le restrizioni, esistono tre tipi di praticanti il dhutaṅga nesajjika:
Il praticante nobile del dhutaṅga nesajjika non fa mai una delle seguenti azioni, anche mentre sta dormendo: 1) appoggiare il dorso; 2) allacciarsi le ginocchia, con un tessuto; 3) allacciare, o sorreggere le sue ginocchia, con l'aiuto delle mani, o delle braccia.
Il praticante intermedio del dhutaṅga nesajjika adotta una delle tre azioni che il praticante nobile rigetta.
Ai tempi del Buddha viveva il mahāthera Miḷābhaya, che praticava il dhutaṅga nesajjika. Questo mahāthera si fece offrire un letto di alta qualità dai suoi dāyakā. Egli si allenò allo sviluppo di vipassanā, mentre seguiva scrupolosamente il suo dhutaṅga nesajjika. In poco tempo egli divenne anāgāmi.
Così, è opportuno che dei bhikkhu praticanti il dhutaṅga nesajjika utilizzino delle sedie e dei letti di ogni tipo. Fino a che non si allungano, essi non interrompono il loro dhutaṅga.
Praticando il dhutaṅga nesajjika, se ne possono trarre i seguenti benefici...
assenza della crescita dei piaceri sensoriali, legati alle percezioni piacevoli, procurate dalla postura allungata.
sviluppo propizio di tutte le forme di allenamento, che si riferiscono a samatha ed a vipassanā
venerazione (l'assenza della postura allungata conferisce una grande dignità)
sviluppo propizio dello sforzo e della concentrazione
sviluppo propizio di sīla e di tutti i fattori di risveglio
Nota: solo la pratica di un dhutaṅga permette di comprenderne a fondo i vantaggi.
Dal momento in cui un praticante del dhutaṅga nesajjika si allunga ed appoggia il capo (su qualunque oggetto), egli interrompe il suo dhutaṅga.
Durante una delle tre parti della notte, il praticante del dhutaṅga nesajjika può alzarsi e marciare. Durante questa marcia, il dhutaṅga non viene interrotto. Tra le quattro posture — allungata, seduta, in piedi e camminata — egli deve venire eliminata solo quella allungata. Durante la notte, il praticante di questo dhutaṅga può alternare le tre altre posizioni. Mentre effettua la marcia, continua a sviluppare il suo allenamento (samata, oppure vipassanā). Può dormire, restando seduto durante le due altre parti della notte.
I deva nocivi temono un individuo che resta assiso ben diritto (in postura di meditazione). Quando si pratica questo dhutaṅga, si elimina la pigrizia, la sonnolenza e gli attaccamenti al piacere del sonno. Si beneficia di un grande vīriya, si dispone di eccellenti condizioni per allenarsi a kammaṭṭhāna (vipassanā, oppure samatha). Si può anche sviluppare pīti, che elimina il desiderio sensuale; si conosce la felicità.
Per queste ragioni, certi bhikkhu adottano il dhutaṅga nesajjika, che è una pratica particolarmente propizia allo sviluppo ed al mantenimento di vīriya. I praticanti di questo dhutaṅga conferiscono molto prestigio alla sāsana.
Origine: Opera in birmano
Autore: Monaco Devinda
Traduttore: Guido Da Todi
Data: 2001
Aggiornamento: 29 settembre 2011